Stupro di Capodanno. 2 anni e 8 mesi a Franceschini

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Condanna per Davide Franceschini, l'operaio di 23 anni accusato di aver violentato una ragazza di 25 anni a Capodanno durante la festa organizzata alla Nuova Fiera di Roma. L'avvocato difensore: una sentenza equilibrata

Lesioni gravi, psicologiche e fisiche, nonchè violenza sessuale. Per questi reati il giudice dell'udienza preliminare Luigi Fiasconaro ha condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione al termine di un giudizio abbreviato Davide Franceschini, il giovane di 23 anni che la sera di Capodanno fece violenza ad una giovane donna incontrata al veglione che si svolgeva nella Nuova Fiera di Roma.

"Una sentenza estremamente equilibrata". L'avvocato Francesco Bergamini, difensore di Davide Franceschini, commenta così la decisione del gup di Roma. Per il penalista, che presenterà appello, la "pena è contenuta e corretta" e "il giudice si è reso conto della particolare situazione" di quella notte.

L'avvocato fa riferimento al fatto che quella notte, si Franceschini sia la vittima, una giovane romana di 25 anni, erano sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Si era inoltre parlato di rapporto consenziente. Ma la ragazza, anche ai microfoni di TG24 ha sempre smentito questa versione dei fatti.

Per l'imputato il pubblico ministero Vincenzo Barba aveva chiesto 4 anni di reclusione poichè, valutato quando emerso dall'inchiesta, ha ritenuto che l'imputazione più grave contestata fosse quella di lesioni fisiche e morali subite dalla ragazza in seguito all'aggressione subita.

Il caso, ribattezzato dalla cronaca "stupro di Capodanno", è stato al centro di diverse polemiche suscitate dal fatto che a pochi giorni dall'arresto, Franceschini fu rimesso agli arresti domiciliari, un provvedimento poi revocato dopo qualche tempo quando entrarono in vigore le nuove norme in materia di sicurezza.
Fu il gip ancora qualche giorno dopo a rimettere in libertà, su istanza dell'avvocato Francesco Bergamini, Davide Franceschini senza imporgli alcun obbligo.

Oggi a piede libero il ragazzo è comparso in aula e ha ripercorso i fatti accaduti quella sera. Contro di lui si erano costituiti parte civile la ragazza e anche il Comune di Roma con l'assistenza dell'avvocato Nicola Sabato. Il giudice Fiasconaro con la sua sentenza ha disposto per l'amministrazione capitolina un risarcimento danno di 3.000 euro e in via provvisoria per la ragazza 10 mila euro in attesa che la questione venga riproposta in sede civile.

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