Ronde nere, la procura di Milano dispone un'indagine

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La Procura di Milano ha aperto un fascicolo giudiziario per apologia di fascismo in merito all'iniziativa della 'guardia nazionale italiana, il gruppo di ronde nere composto per un terzo da ex membri delle forze dell'ordine legate al nuovo Msi di Saya

La Procura di Milano ha disposto un'indagine, tramite la Digos, sulle ronde nere per possibile violazione della legge sull'apologia di fascismo del 1952. La decisione arriva poche ore dopo la presentazione, avvenuta sabato a Milano, della 'Guardia nazionale italiana' il gruppo di ronde nere composto per un terzo da ex membri delle forze dell'ordine legate al nuovo Msi di Gaetano Saya.

Composte da volontari della cosiddetta Guardia nazionale italiana, metteranno in pratica nelle nostre città le ronde previste dal decreto sicurezza. L'iniziativa è stata ufficializzata a Milano durante il primo convegno nazionale del Movimento sociale italiano - Destra italiana, che fornisce supporto logistico e finanziario e mette a disposizione le risorse per il progetto.
Per ora, spiegano i vertici nazionali dell'Msi, ci sono a disposizione 2.100 volontari in tutto il Paese, concentrati soprattutto in Piemonte, Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia.
La Guardia nazionale è un'iniziativa apolitica, precisano, nell'ambito dell'attività del nascente Partito Nazionalista italiano, che sarà guidato da Gaetano Saia.

La divisa della Guardia è composta da una camicia grigia o kaki con una cravatta nera, lo scudetto dell'Italia e un'aquila imperiale sulla destra, e da un pantalone grigio o nero con una banda gialla.
I volontari gireranno per le città per pattugliare le strade in gruppi di tre persone con turni di quattro ore per avvertire subito le forze dell'ordine.

Preoccupato il Pd che interviene per bocca di Marco Minnisti responsabile sicurezza del partito.
"Come volevasi dimostrare. Adesso arrivano le camicie grigie promosse dall`Msi che si affiancano alle camicie verdi (le ronde padane, ndr). Si sta rivelando del tutto esatta la previsione di una cattiva `partitizzazione` della sicurezza nel nostro Paese".
E aggiunge: "L`idea che il controllo del territorio possa essere affidata ad associazioni, milizie che si identificano con un colore politico, è un colpo al cuore ai principi di ogni democrazia liberale. La previsione era sin troppo facile. Ora si faccia qualcosa per fermare questo sconcertante delirio".

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