Processo nuove Br. 15 anni a Bortolato e Latino

Gli imputati e i familiari alla lettura della sentenza intonano l'Internazionale
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14 condanne e 3 assoluzioni. Questa la sentenza della prima Corte d'Assise di Milano nel processo alle cosiddette 'nuove Br'. 100mila euro il risarcimento per il senatore Ichino. A lettura della sentenza gli imputati intonano 'Internazionale

Quattordici condanne e tre assoluzioni. È queste la sentenza emessa dalla Corte d'Assise di Milano nel processo a 17 presunti appartenenti alle nuove Br, versione "partito comunista politico-militare".
Le pene vanno da 10 giorni a 15 anni. Il pm aveva chiesto pene comprese tra 2 e 22 anni. La condanna più pesante 15 anni di reclusione è stata inflitta a Claudio Latino e Davide Bortolato.
In seguito alla lettura della sentenza del processo contro il Partito comunista politico-militare gli imputati e il pubblico presente hanno intonato l'Internazionale e mostrato i pugni chiusi.

Un milione di euro è il risarcimento deciso dalla Corte di Assise di Milano della presidenza del Consiglio dei ministri, parte civile nel processo alle nuove Br. Centomila euro è il risarcimento deciso invece per il professore Pietro Ichino che fu oggetto di pedinamenti e un progetto di azione nei suoi confronti.

Il 12 febbraio del 2007 la polizia aveva arrestato tra Lombardia, Veneto e Piemonte, 15 (poi diventati nelle settimane successive 17) presunti affiliati a questa organizzazione che si ispirava a 'Seconda Posizione', l'ala movimentista delle vecchie Brigate Rosse.
In totale il pm Boccassini aveva chiesto quasi due secoli di carcere al termine della requisitoria di 8 ore il 4 marzo scorso: 22 anni per Davide Bortolato e Claudio Latino, considerati due dei leader; 21 per Vincenzo Sisi, 20 per Bruno Ghirardi, 19 per Alfredo Davanzo e 18 per Massimiliano Gaeta, 15 per Massimiliano Toschi, 9 per Salvatore Scivoli, 7 per Alfredo Mazzamauro e Andrea Scantamburlo, sei per Amarilli Caprio, Michele Magon e Federico Salotto. Sei e otto mesi per Alessandro Toschi, sei e mezzo per Andrea Tonello, cinque per Davide Rotondi e due per Giampietro Simonetto. Le accuse, a vario titolo, vanno dall'associazione sovversiva all'associazione con finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine democratico alla banda armata e detenzione di armi da guerra.

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