Meredith, Amanda di nuovo in aula per il controesame

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Dopo la deposizione in cui ha accusato la polizia di averla picchiata e insultata per indurla a confessare, la studentessa americana di Seattle risponde alle domande dei pm Mignini e Comodi

Prosegue davanti alla Corte d'Assise di Perugia il processo per l'omicidio di Meredith Kercher. Dopo la deposizione di ieri, in cui ha accusato la polizia di averla picchiata e insultata per indurla a confessare, la giovane americana oggi risponde alle domande dei pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi. La Knox si è presentata in aula con una maglietta chiara e jeans, i capelli raccolti in una coda con un mollettone rosa. Potrebbe essere il giorno più importante del processo. Ieri, ricostruendo cosa accadde durante il suo primo interrogatorio, la Knox ha puntato il dito contro pm e polizia: "Tutto ciò che ho detto - ha accusato - l'ho detto sotto pressione. Mi è stato suggerito dal pubblico ministero". E ancora: "Mi hanno chiamato stupida bugiarda".


Amanda: sono stata costretta a confessare. L'INTERROGATORIO

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