Processo Meredith, Amanda: "Costretta a confessare"

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In aula la studentessa americana ha puntato il dito contro pm e polizia: "Tutto ciò che ho detto l'ho detto sotto pressione. Mi è stato suggerito dal pubblico ministero". E ancora: "Mi hanno picchiato e ripetuto più volte che ero una stupida bugiarda"

Il giorno di Amanda, della sua verità. Pantaloni bianchi e camicetta bianca, i capelli raccolti a coda di cavallo, la studentessa americana accusata con Raffaele Sollecito di aver ucciso Meredith Kercher ha raccontato quello che accadde durante il suo primo interrogatorio puntando il dito contro pm e polizia, denunciando di essere stata picchiata e costretta a rilasciare dichiarazioni contro la sua volontà. "Tutto ciò che ho detto - ha spiegato la Knox - l'ho detto sotto pressione. Mi è stato suggerito dal pubblico ministero". E ancora: "Mi hanno chiamato stupida bugiarda, hanno detto che stavo cercando di proteggere qualcuno, ma non era vero. Io non sapevo come rispondere e loro continuavano a chiamarmi stupida bugiarda"

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