Vanguard tra "le navi dei veleni"

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Il nostro mare è una discarica di rifiuti nucleari? I filmmaker di Current indagano sulle imbarcazioni Righel e Jolly Rosso affondate a largo delle coste calabresi. In onda mercoledì 10 giugno alle ore 23 sul canale 130 di SKY

Navi cariche di veleni e sospetti giacciono sui fondali del nostro mare e di molti altri Paesi in via di sviluppo. La quattordicesima inchiesta Vanguard in onda mercoledì 10 giugno alle ore 23.00 su Current (canale 130 di SKY) indaga sul traffico illecito di rifiuti tossici via mare e sui misteriosi naufragi di navi cariche di materiali radioattivi avvenuti a largo delle coste italiane.
In particolare, i filmmaker della community Current.it hanno concentrato la loro inchiesta Vanguard su due tra i casi italiani più clamorosi dei primi anni Novanta: le imbarcazioni Righel e Jolly Rosso affondano a largo delle coste calabresi. La prima battente bandiera liberiana, s’inabissa nel 1987 a 20 miglia dalla costa di Capo Spartivento. Il capitano di corvetta Natale De Grazia ne tracciò con sicurezza la posizione, ma poi morì in circostanze misteriose proprio mentre stava indagando. ll 14 dicembre 1990 la Rosso si spiaggia sulla costa di Amantea. L'ipotesi degli inquirenti è che alla nave della compagnia Messina, l'affondamento non riuscì a causa delle tremende condizioni del mare. L'equipaggio si salva, la nave arriva a terra e da quel momento inizia una attività frenetica attorno alla Rosso che pone seri dubbi su quello che è accaduto realmente. Sulla vicenda viene pubblicato un dossier del settimanale l'Espresso, legambiente e wwf.

La compagnia Messina presenta nell'ottobre 2004 un memoriale in cui spiega tutto quello che secondo gli armatori è accaduto realmente. Nonostante i molti dubbi dei cittadini di Amantea, nel febbraio 2009 il pm della procura di Paola, Francesco Greco, chiede l'archiviazione della vicenda. Il Gip, Salvatore Carpino, il 13 maggio scorso dispone l’archiviazione del procedimento a carico dell’armatore Messina. Per la prima volta in assoluto, Current mostra i documenti in video.
Su questa storia però rimane l’ombra di molte morti. Le vittime del cancro nelle zone vicine agli affondamenti, ma anche morti inspiegabili. Quella del capitano Natale De Grazia che lo scrittore Carlo Lucarelli, nel suo noir di ecomafia “Navi a Perdere”, lo definisce ‘l’uomo che cerca’. C’è dell’altro ancora: un collegamento tra l’affondamento della Righel e il traffico internazionale di rifiuti radioattivi. Cosa lega i nostri mari alle coste della Somalia, il Mediterraneo con le guerre lontane, le navi con le scorie? Cosa aveveano scoperto i reporter Ilaria Alpi e Miriam Hrovatin sui traffici di armi e rifiuti? Current ha chiesto il parere a Maurizio Torrealta, giornalista a capo del nucleo investigativo di Rainews24 e tra i primi a occuparsi dell’inchiesta sulla morte delle colleghi Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin.

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