Sisma, si scava ancora. Via all'inchiesta sui materiali

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Sotto esame il cemento, i mattoni e le procedure usate per costruire gli edifici danneggiati dal terremoto. Il magistrato: "Lo dobbiamo alle vittime". Il bilancio del sisma sale a 291

Non si ferma la vita dopo il venerdì di Passione dell'Aquila, dopo i funerali solenni che hanno commosso l'Italia.

E anzi si mette in moto la giustizia per indagare sui materiali usati per la costruzione di edifici pubblici e privati che si sono sgretolati come castelli di sabbia con la scossa del 6 aprile: cemento, terriccio, mattoni. Di che cosa erano fatti? Ma si vogliono anche verificare le procedure seguite nella realizzazione degli edifici lesionati dal terremoto: si occuperà di tutto questo l'inchiesta aperta dalla procura dell'Aquila dopo il sisma che ha sconvolto la città. Il fascicolo c'è e per ora non ci sono nomi. Il procuratore della repubblica del'Aquila non ha voluto precisare le ipotesi di reato formulate, ma quella di disastro colposo sembra scontata. Di certo la procura dovrà acquisire gran parte del materiale contenuto negli archivi.

Intanzo si continua a scavare in cerca superstiti dopo che ieri i vigili del fuoco sembravano aver captato un ticchettio sotto le macerie che ha riacceso la speranza.

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