Abruzzo, la terra tremava da gennaio

Ecco l'epicentro del terremoto inserito nella mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale
1' di lettura

Sono centinaia le scosse di assestamento nella zona, tutti i comuni coinvolti erano inseriti nelle più alte classi di rischio sismico nazionale. Proprio la dorsale appenninica e il Friuli sono le aree più esposte ai terremoti nella nostra penisola

Vittime e distruzione. Si poteva prevedere? Di certo c'è che dall'inizio dell'anno la zona devastata dal terremoto del 6 aprile era funestata da scosse sismiche

La Rete Sismica Nazionale Centralizzata registra più di 2000 terremoti l'anno. I più importanti sono segnalati quotidianamente sulle pagine del sito web dedicato. Dal 1978, la rete nazionale gestita dall'Istituto Nazionale di Geofisica è stata riorganizzata in modo da fornire determinazioni delle distanze epicentrali con una precisione media di + 10 Km.

Tutte le stazioni della Rete Sismica Nazionale dell'INGV hanno rilevato chiaramente le onde sismiche generate dalla scossa principale del 6 aprile. L'area colpita dal terremoto abruzzese, definita come zona sismica "Aquilano", è stata oggetto di una sismicità frequente con caratteristiche di sciame sismico a partire da gennaio 2009, con centinaia di scosse tutte di modesta entità, fino all'evento di magnitudo 4.0 avvenuto il 30 marzo scorso. La zona colpita dal sisma era stata già colpita in passato da forti terremoti. In particolare la stessa zona era stata scossa da un violento terremoto nel 1703 (Magnitudo circa 6.7) e i limiti settentrionali della zona colpita sono associabili ad un sisma che nel 1349 distrusse case e causò molte vittime.

Tutte le zone interessate dal terremoto fanno parte della zona di massima pericolosità sismica sul territorio nazionale e anche i comuni interessati sono compresi tra la prima e la seconda categoria di protezione sismica su scala nazionale.

Dal Comunicato dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sul terremoto del 6 aprile 2009 ore 6:50:  La Rete Sismica Nazionale dell’INGV ha registrato un terremoto di Magnitudo 5.8 (Magnitudo Richter) (6.2 Mw=magnitudo momento) nella zona dell'Aquilano, il 6 Aprile 2009 alle 3:32 (ora italiana). Le coordinate epicentrali risultano: Lat. 42.33N e Long. 13.33E. La profondità dell'ipocentro è pari a 8.8 km. Il terremoto è caratterizzato da un meccanismo di tipo estensionale, con piani di faglia orientati NW-SE e direzione di estensione NE-SW (anti-appenninica). La scossa è stata seguita da decine di repliche, la più forte delle quali è avvenuta alle 4:37 italiane con magnitudo pari a 4.6. Tutte queste scosse sono avvenute a profondità crostali (entro i 10-12 km), tipiche dei terremoti dell'Appennino

Il terremoto nasce dalla brusca liberazione dell'energia accumulata da una roccia sottoposta a sforzo. La roccia si deforma elasticamente fino ad un certo punto, poi quando lo sforzo aumenta e raggiunge il punto di rottura la roccia si rompe, liberando tutta l'energia accumulata fino a quel momento. Il punto in cui avviene la rottura, viene chiamato faglia. Il terremoto si origina in un punto all'interno della terra che prende il nome di IPOCENTRO, la proiezione dell'ipocentro sulla superficie della terra, prende invece il nome di EPICENTRO. L'ipocentro, può essere localizzato, analizzando i sismogrammi che vengono registrati nelle stazioni sismografiche. Le scale Le Scale Richter e Mercalli sono sistemi usati per la valutazione dell'intensità di un terremoto. La Scala Richter A differenza della Scala Mercalli la Scala Richter misura l’ energia sprigionata, ovvero la magnitudo dal fenomeno sismico. La scala Mercalli è una scala che misura gli effetti di un terremoto sulle persone o sulle cose. La scala Mercalli misura l'intensità di un terremoto, cioè i suoi effetti sui manufatti. Due terremoti di magnitudo diversa possono avere lo stessa intensità, se per esempio hanno ipocentri posti a differenti profondità, oppure si verificano in zone con una diversa concentrazione di strutture costruite dall'uomo.


Leggi tutto
Prossimo articolo