Terremoto Abruzzo, danni gravissimi al patrimonio culturale

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Il sisma si è lasciato alle spalle morti, feriti e macerie. E ha colpito duramente chiese e edifici storici della Regione. Eccone un breve elenco e la fotogallery

di Massimo Vallorani

Il terremoto che ha colpito l'Abruzzo si è lasciato alle spalle centiania di morti, migliaia di feriti e di sfollati. Macerie. I danni provocati dal sisma hanno colpito duramente anche il centro storico de L'Aquila e quasi tutti i monumenti principali della città (guarda la fotogallery). Lo riferisce il Mibac (Ministeri per i Beni e le Attività culturali) in un comunicato, citando i dati emersi dai primi sopralluoghi operati dal personale della Direzione Regionale per i Beni culturali dell'Abruzzo e della Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio dell'Aquila.

I crolli più gravi, spiega il comunicato, riguardano il campanile della chiesa di San Bernardino, una delle maggiori testimonianze del barocco aquilano, distrutta da un altro terremoto nel 1703 e ricostruita dall'architetto Giovan Battista Contini.
Oggi la chiesa ha perso anche la piccola cupola, che è finita tra le macerie di quello che rimane del Palazzo della Prefettura. Distrutta anche Porta Napoli, eretta nel 1548 in onore di Carlo V. Era la più bella e antica della città. Santa Maria del Suffragio, conosciuta anche come Chiesa delle Anime Sante, si è salvata in parte perchè era in restauro. Crollata invece la cupola del Valadier. Decapitato anche il campanile della basilica di San Bernardino.

Nel Duomo è andato giù parte del transetto, mentre è crollata l'abside della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, un gioiello romanico. Qui fu incoronato papa Celestino V nel 1294, qui si svolgeva ogni anno il rito finale della Perdonanza, aprendo il portone alla folla di penitenti. Ora sono spariti gli altari, gli affreschi e i decori barocchi. Si è salvata fortunosamente solo la facciata con la sua trina geometrica di masselli bianchi e rossi, per via del ponteggio di un restauro in corso che ne puntellava l'assetto.
Nel panorama devastante del terremoto de L’Aquila spicca un simbolo di speranza: l’emblema della città, la fontana delle 99 cannelle, è integra. Il monumento non ha subito apparentemente alcun danno nonostante la devastazione degli edifici tutto attorno.

Quasi tutti i centri dell'Aquilano sono stati colpiti dal terremoto. Ecco una mappa dei paesi che pur non a ridosso della zona più martoriata sono risultati al momento i più danneggiati.

S.Stefano di Sessanio: crollata la Torre Medicea medioevale, simbolo di uno dei borghi più belli d'Italia;

Pratola Peligna: seriamente lesionato il Santuario della Madonna della Libera, c'e ordinanza di chiusura della struttura;

Sulmona: palazzine evacuate, due chiese inagibili;

Celano: crollato l'altare maggiore della chiesa di S.Angelo;

Brittoli: danni a tutto il centro storico e crollo del palazzo baronale;

Teramo: grave lesione alla facciata principale della chiesa di S.Agostino, spostamento del campanile del convento di S.Domenico, crollato il soffitto della chiesa di Poggio Cono;

Campli: pericolante il campanile della chiesa di Collicelli;

Atri: chiuso il Duomo, uno dei più importanti del centritalia.


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