Web al femminile: un sito per superare il "gender gap"

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Nel nostro Paese lavora solo il 46% della donne. Il telelavoro potrebbe rappresentare una soluzione, ma per tante la tecnologia è ancora un mondo sconosciuto. Appuntamento il 31 marzo, su www.webalfemminile.it, per cercare di dare una risposta

di Valentina Guzzardo

“Signorina, mi passi il suo capo". “Parli pure, il direttore sono io”. Un botta e risposta simile può considerarsi normale non solo nel Nord Europa, notoriamente sensibile al discorso sulla parità, ma anche in Germania e Francia. Il motivo per cui in Italia, invece, suona ironico e poco credibile si rintraccia nei dati: il nostro Paese è al 67esimo posto della classifica mondiale del World Economic Forum sul “gender gap”. L'Italia, inoltre, è al penultimo posto per l'occupazione femminile. Lavora il 46% delle donne, solo il 5% in posti di comando. “Numeri ben al di sotto degli obiettivi di Lisbona e ancora più sorprendenti se si pensa che siamo invece al secondo posto nel mondo per qualità e formazione delle donne”, afferma Arianna Maria Censi, consigliera delegata alle Politiche di genere della Provincia di Milano. “Invece le donne sono le prime a pagare la crisi con la perdita del posto”, dice Alessandra Tibaldi, assessore al lavoro della Regione Lazio. Nonostante la maggiore flessibilità mentale, vengono considerate meno operative a causa dei figli, prima e dopo il parto, e delle incombenze familiari nel loro complesso.

C'è una ricetta per fare un passo in avanti? Risponde, il 31 marzo, webalfemminile, iniziativa che mira a divulgare come la tecnologia possa essere una straordinaria alleata nella gestione di casa e carriera. Telelavoro, blackberry, chat stanno cambiando la gestione del tempo e i livelli di efficienza del mondo e sono un treno che le donne non possono perdere. Per molte di loro, però, si tratta di un mondo ancora sconosciuto e poco accessibile. Lo scopo della “maratona online” webalfemminile, nell’ambito del progetto più ampio di Microsoft Futuroalfemminile, è proprio dare maggiori strumenti: a partire dal giorno dell’evento, per tutto il mese di aprile, sul sito www.webalfemminile.it si potranno trovare interviste ad esperti di Information Tecnology, dibattiti sul tema, video-chat con referenti del mondo istituzionale e inchieste. Personaggi della pubblica amministrazione, delle aziende, dello spettacolo, della scuola si confronteranno sul “gender gap”, come hanno fatto nell'edizione dello scorso anno Ambra Angiolini, Michelle Hunziker, Lilli Gruber, Emma Bonino, Giulia Ligresti, la dirigente Fiat Paola Bergamini, l'imprenditrice Silvia Todini, Lella Costa, Valentina Vezzali e molte altre.

“L’Europa ha suggerito all'Italia di portare l’età pensionabile delle donne a 65 perché ha un modello di rapporto paritario tra maschi e femmine, ha creato le condizioni”, sottolinea Guido Milana, presidente del consiglio comunale del Lazio, che ha proposto alla Regione di inserire, nell’integrativo aziendale dei dipendenti della pubblica amministrazione locale, un periodo fino a quattro anni di telelavoro per aiutare le donne a conciliare maternità e responsabilità lavorative.“Il problema di fondo – dice Anna Zannino, presidente di CNA Lombardia e responsabile del progetto “Donna cerca impresa cerca donna” – rimane quello dell’autoconsapevolezza di poter essere in grado di assumere ruoli di potere in ambito tecnologico, ancora le donne si autoescludono perché confondono il non saper fare dal non saper gestire”.

Qualcosa però si muove e alcune donne sono già alla conquista del mondo e del proprio equilibrio grazie alla tecnologia. “Non credo alla teoria che le femmine non sono pronte ad essere top manager. In molti paesi sono primo ministro – dice Rosa Garcia, General Manager di Microsoft Spain – Io sono sempre in viaggio e uso molto la tecnologia. Chatto con i miei bambini in modo da seguirli nei compiti di scuola, in videoconferenza auguro loro la buonanotte e faccio la spesa on line”. Insomma, parola d’ordine “ottimizzare”. E tenersi al passo coi tempi, con un click.

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