Bicicletta. Due ruote per il futuro?

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A Milano gli atti della prima Conferenza Nazionale della Bicicletta per promuovere le politiche delle ruote. Contro l'inquinamento: bike sharing e piste ciclabili

di Pamela Foti

Tanti, troppi i veicoli che circolano in Italia. "Il parco veicolare - si legge nel rapporto Ambiente Italia 2009 di Legambiente - si mantiene spropositatamente elevato".
Nel documento dell'associazione ambientalista si sottolinea anche che, grazie all'efficacia della fiscalità ambientale e quindi all'alta tassazione sui carburanti, il nostro Paese si conferma insieme alla Francia quello col parco auto a minor emissione di Co2 (146 g/km contro una media europea di 158).
Ma non basta.
Nelle nostre città polveri sottili e ossidi di azoto restano due emergenze per la qualità dell'aria; al 22 febbraio 2009 in 6 città, ancor prima dello scadere di due mesi dall’inizio dell’anno, è già stato esaurito il bonus di 35 giorni di superamento del limite medio giornaliero di 50 microgrammi/metrocubo previsto dalla legge. 
Il punto dolente resta la mobilità.
Sia gli spostamenti personali che quelli delle merci si svolgono in larga parte su strada (il 74% del totale per il trasporto delle merci). Il trasporto pubblico segna una ripresa insignificante rispetto agli altri paesi europei e se pure sono aumentate le piste ciclabili, non ci sono stati passi avanti rispetto al loro uso negli spostamenti quotidiani necessari ma solo per l’aspetto ludico.

Proprio per promuovere l’uso delle biciclette, per incoraggiare i Comuni di tutti Italia a investire in obiettivi e strategie, la Provincia di Milano con il Ministero dell’Ambiente ha organizzato inbici, la prima Conferenza nazionale della Bicicletta. Ed è all’interno della Fiera Fa' la Cosa giusta, vetrina sul consumo critico e sugli stili di vita sostenibili in programma dal 13 al 15 marzo a Fieramilanocity, che sono stati presentati per la prima volta gli atti della Conferenza, racchiusi in volume dal titolo “Due ruote per il futuro”.

Bike sharing, piste ciclabili, Codice della strada, politiche per gli spostamenti quotidiani in bicicletta, mobilità sostenibile, i casi di Parigi, Lione, della Svizzera, delle Province italiane più attive, marketing turistico: questi alcuni degli aspetti analizzati e messi sotto la lente di ingrandimento di chi crede nel potere delle due ruote. 

In questo studio sull’aria presentato dalla Commissione Europea sulla base dei dati relativi al 2005, si parla addirittura di 9 mesi in meno di vita a causa dello smog.

Il tema della bicicletta, infatti, non va considerato isolatamente, ma è legato al tema ambientale.

Ma per promuovere l’uso della bicicletta, occorre pensare alle piste ciclabili e alla loro manutenzione. “Secondo il rapporto 2007 sull’ecosistema urbano di Legambiente – si legge sugli atti della Conferenza Nazionale della Bicicletta – in Italia abbiamo 1.700 km di piste ciclabili. Milano ne ha circa 70, a livello assoluto uno dei maggiori, ma in rapporto al numero di abitanti questa cifra è ancora insufficiente”.
Basti pensare che la totalità delle piste ciclabili italiane non supera quelle di Vienna, Helsinki e Copenaghen, mentre a Roma abbiamo 71 auto ogni 100 abitanti contro le 30 di Parigi e Londra.

L’uso della bici in Italia, infatti, è ancora a livelli molto bassi: siamo solo al 4% del totale rispetto all’intero sistema di trasporto quotidiano. L’Italia viene dopo l’Austria, l’Irlanda e la Finlandia, che raggiungono valori percentuali sempre più alti fino ad arrivare in vetta alla classifica con l’Olanda, dove il 27% degli spostamenti quotidiani avviene in bicicletta. L’obiettivo strategico del nostro Paese per il prossimo decennio è dunque raggiungere la media europea, pari al 10% del trasporto modale in bicicletta.

Un passo avanti, però, è l'iniziativa di bike sharing, ora disponibile in 40 Comuni italiani,  e attivata per prima nella città di Milano sul modello parigino Velib. Si tratta di un servizio di noleggio di biciclette del Comune di Milano in collaborazione con Atm, che permette di viaggiare a cavallo di una due ruote per un massimo di due ore. La prima mezz'ora di utilizzo è gratis. Dopo i primi 30 minuti si pagano 0.50 euro ogni 30 minuti.

Ma sono tante le proposte e i progetti già in atto. Come le escursioni in bicicletta ai luoghi dei monumenti aperti organizzata dalle associazioni cicloambientaliste della FIAB e le delegazioni territoriali del FAI (qui il programma della 17° giornata Fai di primavera), oppure l'iniziativa atta al recupero di tracciati ferroviari dismessi e per il loro utilizzo come percorso ciclopedonale.

A Roma, intanto, sembra per il momento scampato il pericolo di sospensione del servizio di bike sharing a causa di problemi di regolamentazione contrattuale tra il Comune e la società Cemusa che lo gestisce.
I cicilisti della Capitale, sollevati, scelgono comunque di scendere in piazza protestare a cavallo delle loro bici.


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