Scuola, la protesta torna in piazza

Tornano in piazza i lavoratori della scuola. Il prossimo 23 aprile sarà sciopero generale
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Si annuncia un mese di marzo fitto di iniziative di protesta dei lavoratori della scuola che scendono in piazza contro i tagli agli organici, al maestro unico passando per il diritto di sciopero. Il prossimo 23 aprile sarà sciopero generale

Fine anno scolastico particolarmente difficile per la scuola italiana. Tantissime le ragioni che nelle prossime settimane porteranno in piazza migliaia di lavoratori della scuola: dai tagli agli organici, al maestro unico passando per il diritto di sciopero.

Mercoledì 18 marzo, gli aderenti alla CgilCobas. insieme all'associazione degli insegnanti Gilda, scenderanno in piazza per lo sciopero generale della categoria. La Gilda ha aderito alla manifestazione indetta dalla Flc Cgil e "si augura che anche gli altri sindacati convergano su quella data, così da rinnovare quell'unità che ha animato la grande manifestazione nazionale del 30 ottobre scorso", ha dichiarato Rino Di Meglio, coordinatore nazionale dell'associazione.

Altre manifestazioni sono previste per il 15 marzo a Roma dove i Cobas e il Coordinamento nazionale precari della scuola organizzeranno un'assemblea nazionale contro il taglio di 87 mila docenti e 42 mila del personale Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari), contro l'espulsione dei precari della scuola", contro il maestro unico, contro la proposta del ministro Gelmini sul reclutamento dei docenti. Altra protesta il 28 marzo: i Cobas organizzeranno una manifestazione nazionale sempre a Roma, per arrivare allo sciopero generale del 23 aprile proclamato dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali Cub, Confederazione Cobas, SdL Intercategoriale.

Anche gli altri sindacati si stanno movendo. La Cisl scuola, fa sapere il suo segretario generale Francesco Scrima, se non si risolverà la questione organici scenderà in piazza, probabilmente ad aprile. E anche la Uil scuola sta affilando le armi. "Sarà una conclusione di anno scolastico di forte mobilitazione", promette Massimo Di Menna. Per la Uil sono due le priorità cui il governo deve porre rimedio. La questione dei precari che rimarranno a migliaia senza posto e senza stipendio e la questione-organici del primo ciclo. "Senza risposte concrete da parte del governo - dice Di Menna - andremo in piazza".

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