Scuola. Se l'e-book sostituisce il sussidiario

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Contro il caro-libri testi scolastici scaricabili in parte o interamente da Internet. Queste le novità annunciate dal Ministero dell’Istruzione. Elogi e dubbi dalla Rete

di Pamela Foti

Zaini meno pesanti, contenimento dei costi per i testi scolastici. E libri scaricabili da Internet.
Ecco alcune delle novità previste per l’anno scolastico 2009-2010 e annunciate dal Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini nella circolare ministeriale del 10 febbraio scorso.

Per combattere il caro-libri, annoso problema che affligge le famiglie italiane, il ministro Gelmini, come prevede la legge 133 (vedi art. 15) approvata lo scorso agosto, ha disposto che i libri scolastici non possano essere cambiati per almeno 5 anni nella scuola primaria e 6 in quella secondaria.

Oltre a questa disposizione, la grande innovazione è rappresentata dal fatto che a fianco del tradizionale libro a stampa le scuole potranno scegliere testi scaricabili in tutto o in parte da Internet.
Bisogna, però, specificare che, per quanto riguarda la definizione di "testo elettronico" e il suo impiego sui banchi delle nostre scuole, occorrerà aspettare un decreto, che dal Ministero assicurano essere di prossima emanazione, dove saranno definite le caratteristiche tecniche e tecnologiche degli "e-book".

L’e-book sta dunque per fare il suo ingresso sui banchi di scuola?
Il dibattito in rete è aperto.
E acceso.

"Sono sempre favorevole ad ogni iniziativa che consenta alle famiglie di risparmiare, senza togliere nulla al livello di preparazione degli studenti, ed a prescindere dal colore politico di chi tali decisoni prenda" scrive un utente del forum Skuola.

"Ben venga la possibilità di scaricare testi da internet - dice merlin su questo forum - specialmente quelli della scuola dell'obbligo e potendo delle superiori; non tutti potranno usufruirne, ma la rete è in crescita e non è detto che la tecnologia della TV digitale non venga adattata ad un collegamento in rete “Resta il dubbio che "scaricare" significhi anche stampare su carta. Più brutta, meno durevole, ugualmente costosa, ma con costi nascosti. Ugualmente inquinante. Carta senza libri, invece di libri senza carta” afferma il blogger Corrado Truffi.

“E'difficile capire dov' è il risparmio per le famiglie che dovranno scaricare per i piccoli, che vanno alla scuola primaria, i testi , che sono già gratis. Inoltre vorrei vedere i bambini alle prese con fogli volanti. Altra cosa sarebbe avere dei computer per classe, ma questa è tutta un'altra storia. La Gelmini prima di fare riforme dovrebbe entrare nelle scuole ed informarsi meglio di cosa si insegna e come si opera nelle classi” sostiene in un forum l’utente dal nick l1984.

“Una ottima pensata quella del e-book – gli risponde sullo stesso forum gioacchino – Un aiuto soprattutto per chi è monoreddito che a fine mese tra tante tasse non riesce a sbarcare il lunario. Ma se l'idea andrà in porto sarà accessibile per tutti o sarà la solita presa in giro?”.

“Bella quella degli e-book – scrive, non sensa ironia, v.gonella - Con cosa li leggeranno in classe gli alunni: Gli infiliamo un pendrive in bocca ? Forse le famiglie dovranno acquistare un portatile. Aboliamo l'informatica nella primaria e vogliamo usare gli e-book?”

Genitori, insegnanti e studenti sono ancora confusi.
Quanto costerebbe scaricare un testo da Internet; chi dovrebbe affrontare i costi di carta e cartucce per la stampante; e se non è necessario stampare il libro su carta, sarà possibile andare in classe con proprio portatile; e chi non ne possiede uno come fa?

Questi i timori della maggior parte degli italiani, che ha ancora poca confidenza con questo nuovo strumento. A dire il vero, non propriamente nuovo. Secondo uno studio dell’Università di Messina, infatti, l’idea dell’e-book sarebbe nata nel 1968 insieme a quella del personal computer.

Il cosiddetto e-book è un libro in formato elettronico e non è necessario stamparlo per leggere. In altre parole si tratta di un testo in formato pdf e, in quanto tale, è possibile scaricarlo e leggerlo sul proprio pc. Esistono in commercio anche e-bookreader; supporti maneggevoli (simili a un I-pod) che ne permettono la facile lettura. Un esempio dell’ultima generazione è il Kindle 2, lettore portatile di libri digitali del colosso americano Amazon.

Anche in Italia si parla da anni del libro elettronico. Ed è già in uso in diversi contesti.
Ci sono associazioni che se ne servono come supporto per persone con disabilità o problemi di dislessia, come previsto dalle direttive della legge 4 del 2004 (nota come legge Stanca), che stabilivano il diritto da parte degli studenti con difficoltà di lettura accertate e dei loro insegnanti alla fornitura dei libri di testo in formato digitale, siano essi audio-libri o e-book.
In entrambi i casi, infatti, seppur in maniera diversa, offrono la possibilità di modificare le caratteristiche del testo, ad esempio ingrandendo i caratteri o cambiando il colore dello sfondo e, cosa ancora più significativa danno la possibilità a  chi abbia gravi difficoltà di lettura, di leggere per mezzo di una sintesi vocale, come spiegato nel forum dislessia.

Anche alcune case editrici offrono selezioni di cataloghi cartacei in formato e-book. Ne sono un esempio Mondadori; RCS; Apogeo; e Logos Library, biblioteca dei bambini che mette a disposizione audio libri ed e-book gratuiti dove è possibile trovare tutte le fiabe classiche da Andersen (come la Sirenetta) a Wilde (leggi o ascolta il Principe felice).

Intanto, in Grecia c’è chi propone di fornire ad ogni singolo studente un e-reader in grado di contenere, in un solo dispositivo, tutti i libri di testo. Guarda il video dell’intervento al Parlamento greco del leader dell’opposizione George Papandreu.

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