Milano, un anno e 8 mesi al tabaccaio che uccise un ladro

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Questa la sentenza dei giudici della prima corte d'Assise per Giovanni Petrali, che nel maggio del 2003 uccise un rapinatore, e ne ferì un altro. Il pm aveva chiesto una condanna a 9 anni e mezzo

Un anno e otto mesi di reclusione. Questa la condanna inflitta dai giudici della prima Corte d'Assise di Milano, presieduta da Luigi Serqua, a Giovanni Petrali, il tabaccaio che uccise un rapinatore e ne ferì un altro, il 23 maggio del 2003 nel suo bar-tabacchi.

I giudici lo hanno ritenuto colpevole di omicidio colposo, infliggendogli per questo reato la pena di un anno, e di porto d'armi da sparo, per il quale è stato condannato a otto mesi. Il pm aveva chiesto una condanna a nove anni e mezzo per omicidio volontario e tentato omicidio.

La sentenza? "Pensavo meglio" dice dice Giovanni Petrali condannato oggi per omicidio non più volontario, come sosteneva l'accusa, ma colposo e per avere portato l'arma che deteneva legittimamente fuori dal suo negozio.
"Non ho nient'altro da dire. Adesso è acqua passata". A chi gli chiede una riflessione su Merlino, il giovane rapinatore ucciso, Petrali risponde che "dispiace a tutti che le cose siano andate così. Se tornassi indietro le armi le lascerei nel cassetto".

Fuori dal Tribunale la Lega Nord ha fatto un sit-in di solidarietà con il negoziante. "Siamo tutti tabaccai" si legge sullo striscione dei manifestanti.
Per Matteo Salvini, deputato della Lega Nord, presente in aula alla lettura della sentenza, ha spiegato che il tabaccaio stesso "non doveva essere condannato nemmeno a zero mesi e nemmeno al pagamento di zero euro". E ha aggiunto: "Avrei voluto vedere come si sarebbero comportati certi soloni che pontificano in quelle circostanze".

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