Addio Eluana, il saluto e la commozione sul web

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I blogger accorrono in rete per commentare la notizia. C'è chi prega, chi si arrabbia, chi abbraccia la famiglia. Ma anche chi si dichiara "sollevato"

Eluana Englaro è morta.
La notizia viene battuta dall’agenzia Ansa alle 20.18. Viene confermata solo qualche minuto dopo, alle 20.24. Ma la rete è già sommersa da messaggi e commenti.

Beppino Englaro raggiunto dai cronisti poco dopo la notizia della figlia che da 17 anni era in stato di coma vegetativo dice: “Ora voglio solo restare da solo”.
Questo è il momento del silenzio per la famiglia. Chiusa nel dolore dopo un lungo calvario che ha trasformato la vicenda umana di una figlia in un caso politico e non solo.

In rete continua a dividere. Accorrono tutti, in fretta, per dare la notizia della morte della donna ricoverata nella clinica La Quiete di Udine. Accorrono per commentarla. Per esprimere solidarietà alla famiglia Englaro, per criticare il bailamme della politica. In qualche caso per le ultime durissime provocazioni, ancor più pungenti nel momento del lutto.

Sul gruppo su Facebook, "Appello di Scienza & Vita: No alla condanna a morte di Eluana Englaro" non risparmiano le accuse. Alcuni usano parole forti nei confronti di chi ha permesso l’interruzione dell’alimentazione e dell’alimentazione forzata. C’è anche chi mette in discussione che la fine di Eluana sia avvenuta in maniera naturale.

Di tutt'altro tenore i commenti nel gruppo “Un abbraccio a Beppino Englaro” che col passare dei minuti si popola di messaggi.

“Papà e mamma di Eluana sono commossa di fronte a questa perdita. Ho delle opinioni a riguardo della vicenda che probabilmente differiscono dalle vostre, ma credo profondamente che non esista il giusto e sbagliato in nessuna delle posizioni.... esiste solo lo strazio di una famiglia a cui il destino ha strappato un amore viscerale ed incolmabile. Avete tutto il mio affetto e che insieme, in comunione con Dio, riusciamo ad avere pace! Scrive Tiziana.

Antonio, invece, sceglie le poetiche parole di Fabrizio De Andrè per salutare Eluana. "Scioglie la neve al sole ritorna l'acqua al mare, il vento e la stagione ritornano a giocare..." (L'infanzia di Maria - F. De Andrè).

"Addio Eluana, se puoi perdonaci" sono le uniche parole che scrive Fraba nel suo blog accompagnate da un'immagine sorridente di Eluana. Poche parole che chiariscono inequivocabilmente la sua posizione.

"Eluana non c'è più. Pesano le firme messe e non messe - scrive il blogger FalcoConservatore - Si chiude nel modo peggiore possibile una vicenda che ha toccato, nel bene e nel male, i cuori e le menti di tutti gli italiani".

La pensa in modo diverso, invece, Metilparaben, che interviene con un duro commento: “Ora non potranno più manipolare le menti dei cittadini con una rincorsa contro il tempo per salvare una vita che non c'è più.Ora che Eluana è morta, non hanno più giustificazioni per approvare un disegno di legge sulla vita e sulla morte che non preveda un ampio dibattito parlamentare e una riflessione morale ed etica più profonda. Se ciò accadrà, se approfitteranno del cadavere di Eluana per imporre a tutti, con violenza, una norma liberticida e anticostituzionale, allora non solo proseguiremo il digiuno, ma lo rilanceremo in modo ancora più convinto. In caso contrario, evidentemente, ci fermeremo”.

"E' accaduto molto prima del previsto. Molto prima, certo, ma sempre con 17 anni di ritardo" scrive sul suo blog Alessandro Tauro. Nel post dal titolo "Addio Eluana" scrive: "Qualcuno ha deciso di strumentalizzare la terribile situazione di Eluana per farsi beffe delle istituzioni di questo paese, della democrazia e della carta Costituzionale. Lo ha fatto sulla pelle di una persona morente, o forse già morta da 17 anni. E che ora è morta definitivamente". E conclude: "Non capita spesso di accompagnare la scomparsa di qualcuno con delle lacrime ed un sorriso. Questa volta lo farò".

Non si possono raccogliere in un solo articolo tutti i commenti dei blogger alla notizia che Eluana non c'è più. Per comprenderne il motivo basta cliccare qui e scorpire in poche ore quanti messaggi di solidarietà, dolore, critica, rabbia siano finiti in rete.
Una dimostrazione ulteriore di quanto un tema difficile come questo tocchi nel profondo la coscienza degli italiani. Che da posizioni, anche opposte, chiedono comunque maggiore rispetto e attenzione.

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