L’omicidio del piccolo Tommy. Chiesti 13 anni per Barbera

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La procura generale di Bologna al processo d’appello ha chiesto la conferma della pena a 20 anni per Salvatore Raimondi e13 anni di reclusione per il capomastro di casa Onofri (assolto in primo grado)

Conferma della pena a 20 anni per  Salvatore Raimondi e 13 anni di reclusione per Pasquale Barbera, assolto in primo grado. Sono queste le richieste avanzate dalla procura  generale di Bologna al processo d'appello contro l’ex pugile, ritenuto dall’accusa uno dei rapitori di Tommaso Onofri, e contro il capomastro, la presunta talpa del sequestro del piccolo.
Raimondi, durante l’udienza del 28 gennaio, ha rilasciato una breve dichiarazione spontanea. "Mi dispiace per quanto accaduto, ho fatto una cosa più grande di me. Sono da tre anni in carcere ed è dura - ha detto rivolto alla Corte il complice di Mario Alessi - Mi affido a voi". Il  suo legale, Franco Cavalli, ha chiesto le attenuanti generiche e uno sconto di pena.
Nessuna parola invece da parte di Pasquale Barbera.
Nel corso dell'udienza sono stati ascoltati quattro testimoni. Il racconto più significativo è giunto dalla moglie del datore di lavoro della cognata di Barbera. La donna ha detto di essere stata informata della morte di Tommaso dalla parente di Barbera il 15 di marzo del 2006, quando tutti credevano che il bimbo fosse ancora vivo (secondo la Corte d’Assise di Parma il bimbo era stato ucciso, invece, la sera  stessa del sequestro da Raimondi e Alessi in concorso d’omicidio). Il marito della testimone non è stato capace di ricordare la circostanza con precisione. La cognata di Barbera, invece, ha negato di aver fatto la confidenza sulla morte di Tommaso.
Il processo è stato rinviato al 12 febbraio per le repliche e la sentenza.

Presente in aula Paola Pellinghelli, la mamma di Tommaso Onofri. Suo marito Paolo è in coma irreversibile dall'agosto scorso, quando fu colpito da un infarto mentre era in vacanza in Trentino, ed è ricoverato da settimane nel centro di riabilitazione Cardinal  Ferrari a Fontanellato (Parma). Le sue condizioni, ha detto la moglie al Tg2, "sono sempre uguali. Aspettiamo che dia qualche cenno, ma per adesso niente". E' qui anche per Paolo?, le è stato chiesto. "Prima per Tommaso - ha risposto commossa - Fa un certo effetto comunque, non è bello...".

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