Torre di Babele contro la Gelmini

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I genitori di una scuola di Milano hanno tradotto in 28 lingue e dialetti un volantino contro la riforma Gelmini. Dal romano al brianzolo, passando per l’arabo. E la protesta va avanti: manifestazioni in tutta Italia

di Chiara Ribichini

“Che sta a succéde de’e nostre scole?” (Che cosa succede nelle nostre scuole?). “El governo ga fato ne lege che tagiarà 8 miliardi de euro ae scuoe italiane” (Il governo ha fatto una legge che taglierà 8 miliardi di euro alle scuole italiane). “Nu sacch’e prufessure vann a ferni’ miez’a via” (Molti insegnanti perderanno il lavoro). “In di clas ga sarà dumà una maestra inveci che do” (Nelle nuove classi ci sarà una sola maestra anziché due) .
Romano, veneziano, napoletano, lombardo. Ma anche inglese, francese, arabo ed ebraico. Sono esattamente 28 le lingue e i dialetti in cui è stato tradotto un volantino contro la Gelmini, che spiega come cambierà la scuola dopo la riforma voluta dal ministro dell’Istruzione dell’attuale governo Berlusconi. L’idea è di un gruppo di genitori della scuola primaria di Milano Tito Speri, che si firmano però genericamente “i genitori” per far sì che tale volantino possa essere diffuso e utilizzato da tutti. Un modo, il loro, per far conoscere al mondo intero il perché della protesta contro la riforma della scuola. Una protesta che non si arresta e va avanti ormai da più di due mesi e mezzo. Ed oggi, dopo la tragedia di Rivoli e la morte di Vito, motivo delle mobilitazioni è anche la mancanza di sicurezza negli istituti scolastici.

Così il 28 novembre migliaia di studenti sono scesi in piazza contro i tagli all'istruzione e per un sostanziale aumento dei fondi per l'edilizia scolastica. “Sicuri da morire”, questo il nome della giornata di mobilitazione indetta dall’Unione degli studenti che sul sito sta promuovendo anche un’indagine proprio sullo stato dell’edilizia italiana. “Episodi come quello di Torino non devono accadere mai più. Il governo parla di tragica fatalità, noi vediamo chiare responsabilità”, si legge nel comunicato diffuso dal sindacato studentesco.

Nello stesso giorno, mentre il Senato dava il via libera al dl Gelmini sull’università, gli studenti de La Sapienza di Roma hanno fatto irruzione in Aula Magna durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico al grido di "noi la crisi non la paghiamo", "la gente come noi non molla mai", "siamo l'Onda che vi travolge".  Il rettore Luigi Frati è stato costretto ad abbandonare l’Aula. A Torino, invece, l'Onda ha occupato la sala dove era in corso un convegno con il sindaco Sergio Chiamparino. Gli studenti hanno spiegato i motivi della loro protesta. Poi, prima di uscire, un ricordo di Vito Scafidi e delle vittime della Thyssen: "Di scuola e di lavoro non si può morire. Da Rivoli alla Thyssen per non dimenticare".

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