Eluana Englaro, stop all'alimentazione forzata

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La Cassazione ha deciso: inammissibile il ricorso della procura di Milano contro la sentenza che permetteva di interrompere l'alimentazione. Mantovano: i magistrati introducono l'eutanasia in Italia. DI' LA TUA NEL FORUM

Sì all'interruzione delle cure per Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo permanente dal 1992.

Le sezioni unite civili della Cassazione hanno infatti confermato il decreto dello scorso luglio della Corte d'Appello di Milano che aveva dato il via libera allo stop per i trattamenti sanitari che tengono in vita Eluana Englaro. 
GLi 'ermellini' hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla procura generale milanese. 
Il primo presidente della Suprema  Corte, Vincenzo Carbone, ha reso nota la decisione sul caso di  Eluana Englaro con un comunicato.
"Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione - dice la nota -  hanno depositato in data odierna la sentenza n. 27145/08 che ha  dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione all' impugnazione il ricorso presentato dal Pubblico Ministero presso la Procura Generale della Corte di Appello di Milano avverso il decreto del 25 giugno - 9 luglio 2008 con il quale la Corte di  Appello di Milano ha autorizzato il distacco del sondino della paziente, in stato vegetativo permanente".  

"Viviamo in uno stato di diritto. Questa ne è la prova". Queste le prime parole del padre della donna, Beppino Englaro.

E arrivano anche i primi commenti alla notizia.

"Una parte della magistratura rifiuta la tutela della vita umana, privilegia forme più o meno velate di eutanasia e di omicidio del consenziente, impone questa sua opzione al Paese violando le leggi in vigore" sottolinea il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano.

"E' una sentenza sconvolgente, ma non c'è nessun obbligo nè da parte dei medici nè delle strutture pubbliche. Mi auguro che gli hospice delle altre regioni facciano come la Lombardia e la Toscana, che hanno chiaramente detto che la sospensone delle terapie per Eluana da loro non si può fare" dichiara Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare.

Il caso di Eluana Englaro, donna di 38 anni in stato vegetativo dal 1992, ha fatto discutere per i suoi molti risvolti giuridici, medici, etici ed anche politici. Oggi la Cassazione, dichiarando inammissibile il ricorso della procura di Milano, lo ha chiuso definitivamente.

La storia di questa donna ha di fatto riacceso quel dibattito sull'eutanasia, di fatto mai sopito. La richiesta del padre-tutore di interrompere l'alimentazione ha posto ai medici la domanda se l'alimentazione sia, o no, una terapia senza speranza, che può essere interrotta; ai giudici, se provocare  la morte staccando il sondino sia eutanasia (cioè in base al  diritto vigente, omicidio); e al parlamento se sia necessario  scrivere una legge per questi casi. Un dibattito nel quale la  Chiesa è intervenuta affermando che la vita, anche in stato  vegetativo, non è qualcosa di cui l'uomo possa disporre. Discutine sul FORUM

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"Eluana, la libertà e la vita". Beppino Englaro racconta in un libro la sua battaglia e quella della figlia. 
Leggi qui il primo capitolo del libro sulla storia di Eluana Englaro, in coma vegetativo.

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