Se l'Onda diventa un blog. Trieste contro i baroni

FONTE: Uniriot.org
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Studenti al lavoro per spezzare un sistema di sprechi e nepotismi. Dossier Baroni: da qui parte la loro proposta di riforma universitaria.


di Pamela Foti 

Studenti mobilitati per la manifestazione del 14 novembre a Roma. Universitari, ricercatori ma anche liceali si preparano per la protesta contro i tagli dell’Università della cosiddetta riforma Gelmini. E a Milano si minaccia un’invasione dei binari se Trenitalia non garantirà biglietti a prezzi calmierati per la trasferta nella capitale.
E poi ancora cortei spontanei e lezioni in piazza. Occupazioni e picchetti.

Ma a cosa serve quest’Onda (nome della mobilitazione) che sta investendo il sistema scuola?
E’ ancora presto per fare un bilancio.
Ma un primo risultato, o almeno un’intenzione concreta, forse c’è. E arriva dagli studenti di Trieste, che dal blog Coordinamento 133 lanciano una proposta: il Dossier Baroni. Per spezzare il sistema di sprechi e nepotismi.

Ripresa da un articolo de Il Piccolo e commentata da Francesco Gavazzi in un editoriale del Corriere della Sera la notizia dell’elaborazione del documento rimbalza in rete.

“Sarebbe ora di metter mano a queste mafie, stando bene attenti che non ne prendano il posto altre mafie – scrive l’utente dal nick nomansland - Che tristezza vedere che i peggiori vizi italici ormai si sono radicati. Pensi che anche le pubblicazioni scientifiche che hanno un'alta valenza, spesso, troppo spesso (conosco molto bene un evento) sono il risultato del lavoro di una neolaureata. Naturalmente subito fagocitata dal barone di turno che ci mette il suo nome sotto. A volte penso che non ci sia speranza per la nostra università se non rivoluzionarla interamente (però, mi scusi, non togliendogli fondi altrimenti non serve a nulla: va allo sbando lo stesso). bah.

Gli studenti di Coordinamento 133 di Trieste si interrogano dunque sul sistema cosiddetto di baronaggio delle nostre università. E si chiedono anche il perché i rettori e i professori scendano in piazza affianco a loro. Sarà forse per difendere i loro interessi?

Come spiega Aurora, tra le responsabili del Tavolo di Analisi dell'Università di Trieste, "l'istanza principale che anima questo gruppo è la ricerca di informazioni primarie (meno mediate possibili), che vadano a costituire una conoscenza profonda degli elementi fondanti un atteggiamento libero, e soprattutto, responsabile nei confronti della problematica dei tagli/riforma universitari".

Il cosiddetto dossier baroni non vuole "decapitare capri espiatori di sorta". Lo scopo, continua Aurora, è quello di "sollecitare e coinvolgere le varie componenti universitarie in un processo di profondo rinnovamento". 

"Ci vuole un passo in più, cosa andiamo a proporre domani, sabato e in tutti gli altri cortei? – si chiede Luca Tornatore -  Io sono stanco di esprimere meramente la mia testimonianza con mille cortei. Bisogna esprimere le nostre contrarierà. Il primo giocattolo da rompere è la "figura del padre", ovvero i professori che sono rimasti qui 30 anni e ora ci dicono che siamo bravi. Questo preoccupa perché bisogna parlare di baroni, di sprechi, di nepotismi”.

Secondo Paolo Prelazzi, "se non si pone il discorso RIFORMA UNIVERSITARIA ora, sarà più difficile farlo in futuro, specialmente se ci saranno interventi da parte del governo. E’ il momento giusto per "rompere il giocattolo" come diceva Luca? Bisogna ragionare sul momento opportuno per farlo”.

Gli fa eco un altro universitario, Bart, secondo il quale “bisogna parlare di RIFORMA, perché questo provvedimento economico è solo tagli, niente riforma. Dobbiamo trovare dei punti, per andare a Roma con un titolo di rappresentatività e qualcosa da dire:Quello che vogliamo è andare là e dire: i ragazzi di Trieste hanno proposto questo documento e prendono posizione su questo e questo. Stiliamo delle proposte e delle idee!!!"

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