Scuola. La Gelmini “okkupa” la rete

Immagine ripresa da diversamenteoccupati.it
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Su blog e forum si infiamma il dibattito sugli scontri di Piazza Navona e sui motivi delle proteste contro il decreto Gelmini e la legge 133. Ma c’è anche chi prova a riderci su

di Chiara Ribichini

"Le proteste degli studenti non servono a niente, un po' come le loro lauree"
. Non si arresta l'Onda degli studenti e docenti contro il decreto Gelmini, approvato mercoledì 29 ottobre, e contro la legge 133. L’autunno si annunciava caldo fin dai primi giorni dell’anno scolastico e caldo è stato. La protesta si esprime attraverso occupazioni, lezioni in piazza e sit-in, ma anche blog, social network e forum. In rete il dibattito si infiamma soprattutto sugli scontri verificatisi a Piazza Navona il 29 ottobre (guarda la videogallery), mentre il Senato dava il via libera definitivo al decreto Gelmini. L’Unione degli studenti, sindacato studentesco vicino al centrosinistra, ha diffuso un comunicato di denuncia: “Quanto avvenuto oggi poteva e doveva essere evitato. Da giorni, infatti, denunciamo la presenza di infiltrati di estrema destra all'interno del movimento che tentano di alzare il livello di scontro con la violenza. E' un problema se oggi le forze dell'ordine, nonostante le preventive denunce, hanno permesso la presenza in piazza di tali fazioni chiaramente non gradite a tutti i manifestanti presenti”.  Ben diversa la versione data da Blocco studentesco, l’associazione di estrema destra che ha pubblicato un video sul proprio sito in cui racconta la sua verità.
Sul via libera definitivo al decreto 137, nei blog i commenti sono amari. “E’ finita” è il titolo del post del blogger Pandoro.  “Contro la Gelmini, in attesa del referendum, una soluzione efficace ci sarebbe – gli risponde Irnerio - starsene tutti a casa fino a quando la “Riforma della Scuola” non venga sconfessata dagli steXssi che l’hanno votata. Ma un’unanimità di intenti nella Scuola Pubblica non è mai esistita da quando essa esiste”. Il referendum, chiesto dal Pd subito dopo il voto in Senato, non convince però alcuni studenti. “Sarà solo peggio per noi studenti il ricorso al referendum… altre battaglie inutili, altri disordini”, scrive un utente anonimo. In rete qualche studente, come il blogger schegge di vetro, si chiede che senso abbia scioperare ancora visto che ormai il decreto è stato approvato.  “Non c'è da fare confusione”, gli risponde ehi ehi, “è stata approvata la riforma per la scuola elementare, cioè dovrei dire contro la scuola elementare, adesso manca ancora quella per l'università, si manifesta per quella”. In attesa della riforma dell’università, restano i tagli contenuti negli articoli 16 e 66 della legge 133, per alcuni un colpo mortale assestato dal governo alle università. “La situazione è gravissima! Ma d'altronde le priorità dei governi in questi anni sono state i camionisti, l'Alitalia, le intercettazioni, gli extracomunitari senza permesso di soggiorno. La crisi delle Università era uscita da tempo dall'agenda della politica”, scrive il blogger occhi che sanno guardare. C’è però chi smonta punto per tutto i motivi delle proteste degli studenti contro la legge 133, come il blogger camelotdestraideale, secondo il quale i tagli sono la giusta conseguenza della crescita spropositata dei docenti negli ultimi anni, fatta “solo per dare lavoro – come avviene sempre in Italia – agli amici e agli amici degli amici”. Opinioni diverse, che rispecchiano spesso anche ideologie politiche opposte. Su Universinet.it spunta così una scheda che mette a confronto la riforma Gelmini vista da destra e vista da sinistra
Contro il decreto 137 e contro la legge 133, giovedi 30 ottobre, giorno dello sciopero generale della scuola indetto dai sindacati, sono scese in piazza a Roma circa un milione di persone. E i cortei hanno interessato anche altre città. “Faccio parte della Rete, sezione Cuneo....oggi eravamo in più di 5000 (dati questura :) )”, scrive Alessandra sul sito Rete degli studenti. A parlare a volte sono più le foto.
Archiviato lo sciopero generale, resta la voglia di non fermarsi, di andare avanti con scioperi, cortei e manifestazioni. “Non ci arrenderemo ragazzi lo sciopero di ieri non era altro ke l'inizio... Non lasciamo che l'evento di ieri rimane un evento isolato dobbiamo rimane compatti” scrive gessyka nel forum dell’unione degli studenti.  Fa da contraltare alla voglia di andare avanti con le riforme, l’appello di uno studente anonimo sul forum studenti.it:  “Per favore lasciatemi studiare, non occupate l'università. Non sono un figlio di papà, non posso perdere tempo e denaro. Se volete, protestate, ma lasciate studiare chi vuole farlo”.
C’è anche chi prova a sdrammatizzare: “I miei genitori guadagnano più di me. E perché non vanno a vivere da soli?”.  E chi lancia la gara allo spot più sfizioso contro il ministro Gelmini. Tra i più quotati: “Gelmini mani di forbice” ma anche “Noi siamo la luna che muove le maree, cambieremo il mondo con le nostre idee”.
Qualcuno, invece, non ha ancora le idee chiare e si chiede, ad esempio, in cosa consistono le lezioni all’aperto, come ully . E, per togliere ogni dubbio sul decreto Gelmini, corrono in aiuto docenti e rettori, che usano il web come mezzo per diffondere informazione.

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