Scuola. Il giorno dello sciopero generale

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Docenti e studenti in piazza a Roma contro la legge Gelmini, che ieri ha ricevuto il via libera definitivo al Senato. Ieri scontri tra studenti di destra e di sinistra in Piazza Navona. Veltroni e Di Pietro: Ora il referendum

I sindacati della scuola oggi scendono in piazza a Roma per manifestare contro la legge Gelmini, dopo il voto di ieri al Senato.
Un corteo unitario è partito alle 9.30 da piazza della Repubblica, per snodarsi lungo le vie del centro fino a piazza del Popolo, dove la manifestazione si concluderà con l'intervento del segretario nazionale della Cgil Guglielmo Epifani. In occasione della manifestazione, il prefetto di Roma Carlo Mosca ha disposto la chiusura della fermata Spagna della linea A della metropolitana a partire dalle 12 "sino a cessate esigenze", dice una nota.
Nelle intenzioni degli organizzatori lo sciopero odierno sarebbe dovuto avvenire prima del voto finale di conversione del decreto Gelmini al Senato, ma l'opposizione - che ieri, Udc compresa, ha votato compatta contro il decreto - ha accusato la maggioranza di aver stretto il calendario dei lavori in aula proprio per battere sul tempo i sindacati.
Ieri, dopo il voto a Palazzo Madama, accolto dalle proteste degli studenti a Roma e in altre città, il leader del Pd Walter Veltroni ha annunciato l'iniziativa referendaria, dopo che l'Idv aveva già suscitato l'entusiasmo dei ragazzi di piazza Navona con la proposta di continuare la lotta anti- Gelmini col referendum.
Intanto si attende ora il piano sull'università, che ieri il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha detto di voler presentare entro una settimana.

COSA DICE LA RIFORMA GELMINI
Il contestato provvedimento che prende il nome dalla ministro dell'Istruzione accorpa misure di vario tipo. Per esempio punta a contenere il costo dei libri di testo scolastici, stabilendo che essi dovranno durare almeno cinque anni, e insieme reintroduce la vecchia figura del "maestro unico" o "prevalente", affiancato da quelli di religione e di inglese.
Sono già tornati, intanto, i voti espressi in numero, coi decimi, e col 5 in condotta si rischia la bocciatura. Si studierà l'educazione civica. Ma viene bloccato anche il turn over degli insegnanti che vanno in pensione, con la scomparsa di 87mila posti in tre anni.
La legge non parla in modo specifico del tempo pieno, ma dato che l'orario del "maestro unico" sarà di 24 ore settimanali, in molti - soprattutto le famiglie dove entrambi i genitori lavorano - temono che questo significherà una riduzione degli orari di presenza a scuola, o un aumento delle attività a pagamento. Il premier Berlusconi ha però assicurato che con le nuove norme sarà invece possibile estendere il tempo pieno, utilizzando meglio gli insegnanti.
Il provvedimento destina anche 20 milioni di euro all'edilizia scolastica, ma riduce complessivamente la spesa per la scuola elementare di 7,8 miliardi di euro, pur promettendo di impiegare il 30% di questa somma per premiare i docenti più meritevoli.
Da giorni, intanto, protesta anche il mondo dell'università, contro i tagli previsti per gli atenei in buona parte dalla legge 133, la manovra finanziaria triennale dello scorso agosto, chiedendo in particolare il ritiro degli articoli 16 e 66 sulla possibilità per le università di trasformarsi in fondazioni, sui tagli al fondo per il finanziamento ordinario delle università e sul blocco del turnover del personale.

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