Gli immigrati regolari in Italia sono quasi 4 milioni

Particolare della copertina del Dossier statistico immigrazione 2008
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Rapporto Caritas/Migrantes. Sono giovani: l’80% ha meno di 45 anni e il 73,2% ha un lavoro. Al primo posto ci sono i romeni, seguono gli albanesi, i marocchini e i cinesi

di Pamela Foti

Gli immigrati regolari in Italia sono quasi 4 milioni. E rappresentano il 6,7% della popolazione italiana, una media leggermente superiore a quella rilevata nell'Ue nel 2006 pari al 6%. E’ quanto emerge dal dossier statistico 2008 sulla presenza degli immigrati nel nostro Paese al 31 dicembre 2007, realizzato dalla Caritas italiana e dalla Fondazione Migrantes.
Secondo lo studio, presentato oggi nelle principali città italiane, quando si parla di immigrati nel nostro Paese, è sempre meno giusto parlare di stranieri. Pur non sottovalutando il problema legato alla criminalità, il dossier sottolinea come l'immigrazione sia ormai radicata e strutturale in Italia. Più della metà degli immigrati, infatti, risiede nel nostro Paese da oltre 5 anni. Continua a crescere il numero di coloro che acquistano casa (nel 2007 oltre 120 mila acquisti). Inoltre, al Nord, i matrimoni misti sono 1 su 4.

I numeri. I cittadini stranieri oscillano fra i 3.800.000 e i 4  milioni, precisa il dossier, sottolineando che il dato non è in  contrasto con quanto afferma l'Istat che parla di quasi 3  milioni e mezzo di presenze. Il XVIII Rapporto sull’immigrazione Caritas/Migrantes, infatti, tiene anche conto anche di quanti arrivati più di recente non hanno ancora acquisito la residenza, per il cui ottenimento si richiede spesso più di un anno.
Negli ultimi 12 mesi la popolazione straniera è aumentata di  circa mezzo milione. Il 62,5% si trova al Nord (oltre 2 milioni), il 25% al Centro (poco meno di un milione) e circa il 10% nel Mezzogiorno (quasi mezzo milione).
Le regioni con il maggior numero di immigrati sono la Lombardia (953.600 presenze pari al 23.9% del totale), seguita dal Lazio (480.700 pari al 12,1% del totale) e dal Veneto (473.800 pari all'11,9% del totale).
A Milano l’incidenza degli stranieri è del 14% mentre a Roma del 10% dell’intera popolazione.

L’identikit. Ecco la fotografia dell’immigrazione nel nostro Paese:
Si tratta di una popolazione giovane: l’80% ha meno di 45 anni. L’incidenza delle donne è diventata ormai paritaria a quella maschile. Le nuove nascite sono 64 mila e le nuove assunzioni sono più di 200 mila l’anno.
Il dossier della Caritas cita l'esistenza di diversi fattori di stabilità, che dimostrerebbero la volontà degli immigrati di mettere radici in Italia.
Ne è prova il crescente incremento di acquisto di case: nel 2007 gli acquisti sono stati 120.000. Più della metà degli immigrati è residente da oltre 5 anni. Inoltre, nel 2006 1 matrimonio su 10 ha coinvolto un partner italiano e uno straniero (oltre 24.000 su un totale di 245.992 matrimoni.
In nove regioni del Nord l'incidenza dei matrimoni misti è arrivata al 25% del totale.
Nel 2007 sono stati 38.466 i casi di acquisizione di cittadinanza, circa il doppio rispetto a tre anni fa.

Da dove vengono? La comunità straniera più grande, raddoppiata in due anni, è quella romena con 1 milione di  presenze stimate; seguono gli albanesi (402.000), i marocchini (366.000), i cinesi (poco più di 150.000) e gli ucraini (poco meno di 150.000).
In termini percentuali gli europei rappresentano il 52% del totale degli stranieri residenti in Italia, gli africani il 23,2%, gli asiatici il 16,1% e gli americani l'8,6%.
Fa eccezione la città di Milano, dove la principale area di provenienza è l’Asia. La maggior parte di immigrati viene infatti dalle Filippine. Seguono egiziani, cinesi ed ecuadoregni.

Lavoro. Secondo quanto emerge dal dossier Caritas/Migrantes, gli immigrati sono fortemente attivi nel mercato del lavoro. Il tasso di attività si attesta al 73,2%: 12 punti percentuali in più degli italiani.
E’ al Nord che si concentra la presenza maggiore di immigrati lavoratori, pari a 2/3 del totale: a Brescia è straniero 1 lavoratore su 5, a Mantova, Lodi e Bergamo 1 su 6 e a Milano 1 su 7. Nella sola Lombardia, i nuovi assunti per quasi la metà (45,6%) sono nati all'estero. Il reddito medio del lavoratore immigrato è di 900 euro al mese, ma si ritiene soddisfatto della sua occupazione.
Aumentano anche gli imprenditori immigrati; al primo posto ci sono i marocchini, seguono i romeni e poi i cinesi. Secondo Unioncamere, gli immigrati concorrono per il 9% al Prodotto interno lordo.

Il problema della criminalità. Le denunce presentate contro cittadini stranieri da 89.390 nel 2001 sono diventate 130.458 nel 2005, su un totale di 550.990 (ultimo dato Istat disponibile). L’aumento complessivo delle denunce nel quinquennio è stato del 45,9% e nello stesso periodo l’incidenza della criminalità straniera (regolare e non) è passata dal 17,4% al 23,7%, mentre la presenza straniera regolare è raddoppiata. "Solitamente si afferma che gli stranieri abbiano un più alto tasso di delinquenza degli italiani - spiega il rapporto Caritas-Migrantes - senza tenere conto che la popolazione straniera coinvolta nelle denunce include anche gli immigrati irregolari e le persone di passaggio, dai turisti agli uomini d’affari, non quantificabili con esattezza".
Un capitolo a parte è poi dedicato all’immigrazione romena in Italia. Il dossier fa riferimento all’omicidio di Giovanna Reggiani a opera di Mailat, giovane rom condannato proprio qualche giorno fa a 29 anni di reclusione. Fa anche riferimento al fatto di cronaca dell’agosto 2008, dove sempre a Roma sono stati aggrediti due turisti olandesi da parte di due pastori romeni. Pur rimanendo “costernati a fronte di questi deprecabili episodi - si legge sul dossier - la ricerca si è proposta di descrivere la presenza romena in Italia senza pregiudizi e senza sottacere gli aspetti problematici”.

Conclusioni. Non è possibile immaginare in Italia un futuro senza gli immigrati, dice il rapporto il cui slogan di quest’anno è Lungo le strade del futuro. Nel 2050 si stima che la popolazione straniera sarà di 12 milioni e 300 mila unità, pari al 18,4%.
Caritas e Migrantes sottolineano come in Italia ci sia una "mancata percezione dell’immigrazione come fenomeno strutturale, destinato a incidere sempre più in profondità sulla società", non affrontabile con "un mero atteggiamento di chiusura e non è inquadrabile unicamente nelle esigenze di ordine pubblico".
Secondo Caritas e Migrantes sono le politiche di integrazione il vero banco di prova degli interventi governativi in questo settore.

 

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