Occhio all’etichetta!

La Guardia di Finanza sequestra prodotti cinesi in un blitz vicino Napoli
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Il responsabile della sede di Milano del Movimento Consumatori Alessandro Miano: Attenzione alle etichette dei prodotti e diffidare sempre delle merci che hanno prezzi troppo bassi

di Massimo Vallorani

L’ultimo in ordine di tempo è avvenuto in un supermarket di Catania dove le Fiamme Gialle hanno sequestrato lo scorso 20 ottobre circa 900 chilogrammi di alimenti cinesi, con tracce dell’oramai famigerata melamina, la sostanza tossica impiegata per produrre plastica, colla e fertilizzante. E' solo l’ultimo caso di un più generale allarme che partito dalla Cina, è sbarcato in Europa e che sta coinvolgendo anche l’Italia. Solo nell’ultima settimana, infatti, l’allarme per le merci adulterate o comunque sospette è scattato ben 74 volte nei Paesi dell’Unione Europea. Salsa dalla Gran Bretagna, pesce dalla Spagna e dall’Olanda, riso basmati indiano ritirato dal mercato e illegalmente commercializzato, miele ucraino bloccato alla frontiera dell’Unione. Tutto rigorosamente documentato sull’annuale Report stilato dalla Commissione Europea alla pagina Rapid Alert System. Un allarme, quindi, più che giustificato che unisce i consumatori europei e italiani ed è condiviso a pieno dalle associazioni che ne difendono i diritti e soprattutto la salute.

Ne abbiamo parlato con il  responsabile della sede di Milano del Movimento Consumatori Alessandro Miano. Queste le sue risposte:

Come mai in questo ultimo periodo tanti fatti di cronaca legati alle truffe alimentari?

In realtà la commercializzazione di prodotti scaduti, adulterati o comunque non a norma c’è sempre stata. Dal vino al metanolo fino ai recenti casi di mozzarella di bufala alla diossina. La cosa che è cambiata è la sensibilità nei confronti di questi problemi. Da una parte i cittadini che esigono sempre maggiori informazioni su quello che mangiano, dall’altra le associazioni dei consumatori che fanno sentire sempre di più la loro voce. Fondamentale anche il lavoro dei carabinieri dei Nas e della magistratura ordinaria. Tutte questi fattori hanno migliorato notevolmente la situazione globale e hanno fatto emergere sempre più le truffe.

E’ possibile contenere questi tipi di raggiri e generalmente come avvengono?

Purtroppo noi poveri consumatori siamo un po’ il lato debole della questione. Sempre in balia di truffatori senza scrupoli che tra l’altro sono diventati sempre più abili e globalizzati. Il tutto avviene attraverso una sorta di 'triangolazione' in cui alcune aziende esportano dei prodotti scaduti e li reimportano perfettamente ripuliti e pronti per essere nuovamente messi in commercio.

Mettiamoci dalla parte del consumatore. Come ci si difende da queste truffe?

Per difenderci bastano poche regole da seguire. Innanzitutto leggere sempre l’etichetta con attenzione e assicurarsi che questa sia in italiano. Diffidare di quelle merci che hanno prezzi troppo bassi. Meglio spendere qualche euro in più ma affidarsi alla qualità, magari facendo la spesa in negozi fidati in cui i proprietari sono in grado di controllare meglio la filiera dei singoli prodotti. Attenzione, poi, anche agli acquisti effettuati su Internet, soprattutto per quelle merci di cui non si ha la certezza della provenienza.

Ci sono prodotti da evitare?

Tendenzialmente no, ma è meglio comunque affidarsi a prodotti sempre e comunque di qualità. Per esempio, i prodotti contrassegnati doc, dop o Igp che hanno una struttura di controllo che garantisce qualità. Un consiglio che magari non farà piacere a qualche azienda produttrice di formaggi. Evitare il formaggio grattugiato in busta. Meglio affidarsi al vecchio e sano spicchio intero e se proprio si è pigri, farselo grattugiare direttamente in negozio.

Se un consumatore dovesse riscontrare irregolarità su un prodotto acquistato a chi deve rivolgersi?

Direttamente ai carabinieri dei Nas, il Nucleo per la tutela della salute che interverranno immediatamente. Su questi uomini c’è sicuramente da spendere qualche parola in più. Innanzitutto perché fanno un lavoro egregio con poche risorse e pochi uomini. Per esempio, nella sola Lombardia gli uomini dei Nas sono soltanto in ottanta. Eppure i controlli ci sono e sono capillari in tutte le regioni italiane. Nei soli 8 mesi di quest’anno le merci sequestrate sono state 30 mila tonnellate tra alimenti e bevande: il 15% in più rispetto allo stesso periodo del 2007. Un lavoro eccellente. Non c’è che dire.

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