Scuola. La protesta corre dal web alle piazze

15 settembre 2008. Un gruppo di ragazzi dell'Unione degli studenti ha manifestato stamattina davanti al Ministero dell'Istruzione contro la riforma Gelmini. Un sit-in durato un'ora per lanciare la mobilitazione studentesca nazionale del 10 ottobre. I ragazzi indossavano orecchie d'asino come ''provocazione'', ha sottolineato il coordinatore nazionale dell'Uds Roberto Iovino.
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Dall’Emergenza ballismo al Jurassic School. Nei forum in rete pareri, iniziative e petizioni contro il Piano Gelmini. E per i prossimi giorni si annuncia una raffica di scioperi e manifestazioni

di Chiara Ribichini

Quest’anno la campanella della mobilitazione sembra essere suonata in anticipo, più o meno insieme a quella che ha sancito il ritorno sui banchi di scuola e messo fine alle ferie estive. La protesta da parte di studenti e insegnanti è scattata subito. Il primo giorno dell’anno, in centinaia di istituti sparsi per l'Italia, le maestre hanno accolto i loro alunni con il lutto al braccio. All’origine delle contestazioni il piano Gelmini, presentato giovedì 25 settembre ai sindacati. Maestro unico alle elementari, riduzione degli orari di lezione per medie e superiori, ritorno del voto in condotta, ripristino alle scuole elementari dei voti e del grembiule, riduzione e accorpamento degli istituti con un numero non adeguato di studenti, aumento del numero degli alunni per classe. E ancora: tagli per 87 mila docenti e 44.500 Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi). Queste le principali novità contenute nella riforma, di cui si parla da tempo, che hanno acceso il dibattito. E già sono pronti i primi scioperi e manifestazioni. Il 26 settembre è partita la mobilitazione di Cobas e Pd contro la riforma. Il 27 settembre genitori e professori e si uniscono ai vari cortei organizzati dalla Cgil nelle principali città per protestare contro le scelte del governo. L’11 ottobre ci sarà la manifestazione nazionale della Cisl Scuola contro il piano Gelmini “che cancella la buona scuola”. Ma protagonisti delle contestazioni sono anche loro: gli studenti, pronti a scendere in piazza il 4 e il 10 ottobre.
"Siamo la soluzione e non il problema" è uno degli slogan apparso sugli striscioni che fin dal primo giorno di scuola sono comparsi fuori dagli istituti.
Al rientro in aula dopo le ferie estive, l'Unione degli Studenti ha distribuito il volantino “Jurassic School. Benvenuti nella scuola del passato”, un testo provocatorio contro i tagli e il voto in condotta. La Rete degli Studenti Medi, uno dei sindacati più attivi, ha indetto l'"Emergenza Ballismo", la singolare protesta che ha visto striscioni calati dalle finestre, volantinaggi e azioni dimostrative per denunciare le 'balle' del piano Gelmini.
E, con il passare dei giorni, le mobilitazioni iniziano ad assumere forme ed espressioni più definite ed organizzate. Ci si parla nei corridoi, tra scuole dello stesso quartiere. Ma soprattutto ci si parla in rete. Nei forum gli studenti si scambiano pareri sulla riforma, lanciano idee e iniziative, raccolgono firme o adesioni. Ad accendere di più gli animi degli studenti è il ritorno del voto in condotta. “Cosa si potrà mai ottenere con un 5 in condotta.. ? I mezzi per punire il bullo di turno non sono forse già presenti? La verità è che molto spesso non ci si vuole fare niente..non ci si vuole esporre.. e tutto passa... e il menefreghismo ha sempre più spesso la meglio..” scrive Maty 12 nel forum di studenti.it. Su rete studenti.it, il sito dell’omonimo sindacato, è possibile mandare una mail direttamente al Ministero dell’Istruzione, per rispedire al mittente il voto in condotta. La campagna si chiama Stop al 5 in condotta.  Ma c’è anche chi è favorevole: “Viste le condizioni della disciplina delle scuole pubbliche dovrebbe bastare il 7 in condotta per bocciare. Buon lavoro al Ministro”, scrive Marco di Roma su intopic.it. Nei forum ci sono anche studenti che sottolineano la gravità dei tagli ai docenti e chi ammette con schiettezza che, ad eccezione del voto condotta, le altre nuove misure introdotte non hanno ripercussioni sulla propria vita da studente. Ma, oltre a scambiarsi opinioni, gli studenti in rete si organizzano e si chiedono a quale delle varie in cantiere partecipare. Due le date più gettonate: 4 e 10 ottobre. La rete degli studenti invita a trovarsi il 4 ottobre sotto il Ministero dell’Istruzione a Roma dove annuncia che si terrà il secondo atto di “Emergenza Ballismo…”.
Per il 10 ottobre l’Unione degli studenti ha indetto una manifestazione nazionale. Sul sito dell’associazione sindacale è possibile dare già l’adesione, scaricarsi il volantino o il manifesto. Non solo. C’è un vero e proprio kit di sopravvivenza studentesca, dove è possibile trovare i documenti fondamentali per essere realmente preparati sulle ultime riforma delle scuola. E si può facilmente immaginare che visto il fermento, arriveranno presto anche le prime scuole occupate e autogestite.

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