Il meraviglioso mondo dei gufi, al via il Festival

Tre giornate no-stop nell'universo di gufi, civette, allocchi e barbagianni. A questi rapaci è dedicato il Festival dei Gufi, dal 2 al 4 giugno nel parco del Castello di Grazzano Visconti (Piacenza). L'allarme del Wwf: sempre più piccoli rapaci rubati dai nidi
  • Torna a Grazzano Visconti il Festival dei Gufi, dal 2 al 4 giugno. L'iniziativa punta a coinvolgere esperti, appassionati e curiosi per sensibilizzare sulla salvaguardia della natura selvatica dei rapaci notturni. In Italia sono 10 le specie che è possibile ammirare. In primis il gufo comune, il gufo per eccellenza: vive nelle arre forestali dal livello del mare fino a duemila metri di quota in pinete, pioppeti, giardini, persino boschetti urbani degradati (foto di Riccardo Trevisani) - Il sito dell'iniziativa
  • L'allocco degli Urali è uno dei rapaci notturni più rari in Italia. Le sue dimensioni sono notevoli, con un'apertura alare che può sfiorare il metro e mezzo. Caccia attraverso l'appostamento da un posatoio: una vola individuata la preda si lascia cadere per ghermirla (foto di Marco Mastrorilli) - Scoperto il "gene dei gufi"
  • La civetta è la specie più comune nelle città italiane. Il suo canto è molto vario e ne esistono più di 40 "dialetti", è distinto anche tra i sessi. La sua dieta è molto varia: insetti, lumache, lombrichi, ragni, scorpioni, piccoli roditori ma anche anfibi, passeri e piccoli rettili. Tra le principali cause di morte c'è anche l'imbrattamento da colla topicida (foto di Simone Bottini) - FOTO: A Milano i piccoli falchi pellegrini del grattacielo Pirelli
  • Il gufo di palude caccia abitualmente di giorno, volando a meno di due metri dal suolo e alternando brevi battute a planate (foto di Maurizio Azzollini) - Regno Unito, tornano le aquile reali e dominano i cieli scozzesi
  • La civetta nana è il più piccolo Strigide europeo: ha un peso che varia da 47 a 83 grammi ma nonostante questo è un abile cacciatore. Vive nei boschi di conifere, anche sulle Alpi fino a 2150 metri di altitudine. La distruzione delle foreste mature è la minaccia principale (foto di Maurizio Carli) - Allarme del Wwf: "Sempre più piccoli di rapaci rubati dai nidi"
  • Il barbagianni si riconosce in volo per la coda corta e le ali lunghe, per le planate e per lo "spirito santo" ovvero un modo particolare di muovere le ali che gli consente di restare stabile in un punto, tenendo sotto controllo l'area sottostante. Ha un'inconfondibile voce sgraziata. È una specie in forte declino in tutta Europa a causa della carenza dei siti riproduttivi e degli impatti con i mezzi di trasporto (foto di Roberto Cobianchi) - FOTO: L'ora del biberon per la baby antilope orfana
  • Come si evince dal suo stesso nome, la civetta capogrosso appare più grande di quel che è a causa della grandezza quasi sproporzionata del capo. Come la civetta nana è un "relitto glaciale", cioè è arrivata nel sud dell’Europa durante l'ultima glaciazione per poi rifugiarsi in ambienti idonei, come le Alpi. Ha un udito sopraffino - FOTO: Un cucciolo di orangotango allo zoo di Lipsia
  • L'assiolo è un rapace notturno di piccole dimensioni. Il suo piumaggio gli consente un perfetto mimetismo con le cortecce arboree. È un migratore regolare che giunge in Europa a marzo e riparte a settembre per raggiungere l’Africa, dove sverna dopo aver attraversato il Sahara. È una specie prevalentemente insettivora ed è anche in declino progressivo a causa della riduzione dell’habitat, del numero di siti riproduttivi e della penuria di insetti (foto di Marco Mastrorilli) - FOTO: Il lemure dagli occhi turchesi dello zoo di Mulhouse