Coldiretti: "Maltempo? L'Italia affoga perché la campagna scompare"

I danni causati dall'alluvione a Livorno (Ansa)
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Lo sostiene l'ultimo studio della confederazione dei coltivatori, presentato il 15 settembre a Livorno in una delle aziende colpite dall'alluvione. Il presidente Roberto Moncalvo: "Accelerare sull'approvazione della legge sul consumo del suolo"

L'Italia affoga perché la campagna sta scomparendo. È quanto si apprende dall'ultimo studio della Coldiretti secondo il quale la superficie agricola e forestale italiana ha raggiunto il minimo storico per colpa della cementificazione e dell'abbandono. Un'azione che, secondo la confederazione "ha reso l'Italia più debole rispetto al rischio alluvioni e frane ed esponendo tutto il territorio, a partire dalle città, alle conseguenze devastanti dei cambiamenti climatici".

Lo studio presentato a Livorno

La ricerca è stata presentata venerdì 15 settembre a Livorno durante un incontro degli agricoltori e allevatori alluvionati con il presidente nazionale della Coldiretti, Roberto Moncalvo. Gli esperti si sono riuniti nella sede dell'azienda agricola Biricotti, fortemente danneggiata dalle alluvioni dei giorni scorsi, per fare un punto sull'emergenza nelle zone agricole toscane. La Coldiretti ha sottolineato le pecche di un modello di sviluppo sbagliato che ha causato un consumo di suolo irresponsabile provocando la scomparsa di oltre un quarto della terra coltivata (-28%). Il risultato, secondo l'associazione, è che negli ultimi 25 anni in Italia sono rimasti appena 12,8 milioni di ettari di superficie agricola utilizzata.

Serve un piano di gestione del territorio

Durante il meeting la Coldiretti ha anche messo in chiaro che gli effetti delle piogge sul territorio italiano non sono solo un "problema di tombini ostruiti, ma della mancanza di un serio piano di gestione complessiva del territorio nazionale". In un anno, secondo quelle che sono le stime fornite dalla confederazione, sono stati consumati 3 metri quadrati di suolo al secondo e cancellati, nel 2016, 23mila chilometri quadrati. Una cifra corrispondente, secondo l'Ispra, al 7,6% del territorio nazionale, e pari alla dimensione di Campania, Molise e Liguria messe insieme. Questo consumo di suolo aumenta la fragilità del terreno che non riesce più ad assorbire l'acqua data la sempre maggiore presenza, dice la Coldiretti, "di asfalto e cemento, edifici e capannoni, servizi e strade".

Sono 7 milioni le persone a rischio

Un ultimo appunto mosso dalla confederazione è quello sulla mancanza di una politica forestale e di gestione del reticolo idrografico. "Grandi quantità di legno e alberi – ha sostenuto l'associazione – vengono spesso rinvenuti intorno ai punti critici dei ponti e degli attraversamenti dei fiumi". Una situazione, questa, che metterebbe a rischio 7 milioni di persone residenti in aree a rischio frane e alluvioni, dei quali oltre 1 milione vive in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata e quasi 6 milioni vivono in zone alluvionabili classificate a pericolosità idraulica media. "Occorre anche – ha concluso Moncalvo – accelerare sull'approvazione della legge sul consumo di suolo, ormai da alcuni anni ferma in Parlamento, che potrebbe dotare l'Italia di uno strumento all'avanguardia per la protezione del suo territorio".


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