Greenpeace, da 46 anni in difesa dell'ambiente in Italia e nel Mondo

Il nome della nave di Greenpeace "Rainbow Warrior" (Guerriero dell'Arcobaleno) deriva da un'antica profezia degli Indiani d'America (foto: Getty Images)
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Il 15 settembre l'associazione ambientalista compie 46 anni. Nel 1971 ci fu la prima zione dimostrativa  per protestare contro i test nucleari degli Stati Uniti

Greenpeace compie 46 anni. Tanto è passato dalla prima azione di protesta datata 15 settembre 1971 contro i test nucleari degli Stati Uniti. Da allora l'associazione ambientalista ha portato avanti diverse campagne di sensibilizzazione per la difesa del pianeta. Ad oggi l'organizzazione conta quasi quattro milioni di sostenitori con uffici nazionali e regionali in 41 Paesi, tra cui l'Italia, primo ufficio di Greenpeace nel bacino del Mediterraneo, in cui le attività sono iniziate a partire dal 1986.

La prima azione

Il 15 settembre del 1971 un gruppo composto da tre ambientalisti e pacifisti, Jim Bohlen, Irving Stowe e Paul Cote noleggiano un peschereccio, il "Phyllis Cormack" e partono da Vancouver alla volta dell'isola vulcanica di Amchitka, in Alaska, per opporsi ai test nucleari programmati dal governo degli Stati Uniti. All'azione prendono parte anche un fotografo e alcuni giornalisti tra cui Robert Hunter del "Vancouver Sun", Ben Metcalfe della "Canadian Broadcasting Corporation" e Bob Cummings del "Georgia Strait". Il viaggio dell'equipaggio così composto finisce due settimane più tardi quando il peschereccio viene arrestato dalla Guardia Costiera per non aver eseguito i necessari controlli doganali durante una sosta non programmata. Il gruppo di ambientalisti, quindi, non riesce a fermare i test che, dopo una serie di rinvii, vengono effettuati il 6 novembre con l'esplosione della bomba. Nonostante il mancato raggiungimento dell'obiettivo, l'azione del "Phyllis Cormack" ha grande risonanza mediatica e compare su tutti i principali giornali nordamericani. L'operazione segna di fatto l'inizio delle attività di Greenpeace. E il 6 novembre è anche la data dell'ultimo test nucleare su Amchitka che da allora non è stata più utilizzata a questo scopo.

Le altre iniziative

Un anno dopo la prima operazione, Greenpeace scende ancora in campo contro i test nucleari. Si tratta della prima campagna contro i test nucleari francesi nell'atollo di Mururoa (Polinesia francese) e nelle acque del Pacifico. A guidare le operazioni è David McTaggart, un canadese emigrato in Nuova Zelanda, che prenderà anche parte alla nascita dell'ufficio italiano di Greenpeace. McTaggart, a bordo del "Vega", un ketch da 12 metri, insieme ad altre cinque persone salpa per Mururoa dove riesce a ritardare le operazioni per i test nucleari. La notizia dell'azione di protesta si diffonde e nel 1974 la Francia annuncia la fine dei test. L'anno successivo prende piede una delle campagne più celebri dell'associazione ambientalista, quella per la difesa delle balene. Greenpeace, durante le sue azioni, affronta direttamente le navi baleniere posizionandosi tra queste e i cetacei in modo da impedire che vengano arpionate. Sette anni dopo, nel 1982, la Commissione Baleniera Internazionale (Iwc) vota l'adozione di una moratoria della caccia a scopo commerciale delle balene che è tutt'ora in vigore: anche se i cetacei in diverse parti del mondo, ancora oggi, continuano a essere uccisi.

L'affondamento della "Rainbow Warrior"

Un'altra azione che ha segnato la storia di Greenpeace è quella della nave "Rainbow Warrior". Obiettivo dell'operazione era evacuare la popolazione dell'isola di Rongelap, colpita dalle radiazioni dei test nucleari condotti dagli americani tra il 1948 e il 1956 e trasferirla sulla più salubre isola di Mejato, nell'oceano Pacifico settentrionale. Terminata l'operazione, la nave avrebbe dovuto dirigersi verso Mururoa, ma due esplosioni squarciano lo scafo ormeggiato nel porto di Auckland in Nuova Zelanda il 10 luglio del 1985. Nell'incidente muore il fotografo di Greenpeace, Fernando Pereira. I sospetti dell'atto di sabotaggio cadono sui servizi segreti francesi, ma le inchieste ufficiali non hanno mai accertato responsabilità dirette del governo di Parigi.

La sede italiana

L'ufficio di Greenpeace in Italia nasce nel 1986 a pochi mesi dal disastro nucleare di Chernobyl e ad un anno di distanza dal referendum sul nucleare svoltosi nel 1987. Non è un caso, visto il contesto in cui è nata Greenpeace Italia, che la prima azione venga fatta contro l'invio di scorie nucleari dalla centrale di Borgo Sabotino, in provincia di Latina, a Sellafield, sito nucleare britannico sulla costa del mare d'Irlanda. Quello italiano è stato il primo ufficio di Greenpeace nel bacino del Mediterraneo. Tra i suoi campi d'azione, oltre ai temi classici affrontati dall'associazione come la caccia alle balene, i cambiamenti climatici o l'industria chimica, c'è stata la denuncia del traffico di rifiuti tossici dall'Italia all'Africa, un tema dominante anche a livello di cronaca nel corso degli anni Ottanta.

Data ultima modifica 15 settembre 2017 ore 09:30

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