Ambiente, un quarto delle terre aride sono a rischio desertificazione

Fra il 25 e il 35% delle terre aride è a rischio degrado (Getty Images)
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Appello dell'Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) in vista della conferenza Onu sul tema: "Servono investimenti urgenti, un miliardo di persone minacciate da qui a 25 anni"

Almeno un quarto delle terre aride della Terra è già a rischio desertificazione. L'allarme è stato lanciato dall'Iucn, l'Unione internazionale per la conservazione della natura, alla vigilia della 13esima sessione dell'incontro delle Nazioni Unite sulla lotta alla desertificazione, che si apre mercoledì 6 settembre in Cina.

Le terre aride a rischio

Le terre aride – che includono habitat come le savane, le cosiddette “foreste nebbiose” e le oasi – occupano il 41% della superficie terrestre e ospitano un terzo della popolazione mondiale, oltre ad essere delle riserve in cui si trova circa il 36% del carbonio della Terra. Sempre secondo l'Iucn, grazie alla fertilità dei loro suoli alimentata dalla biodiversità, sostengono il 44% dei sistemi agricoli e la metà degli allevamenti mondiali.

Conseguenze della desertificazione

“L'importanza delle terre aride nel sostentamento di miliardi di vite nel mondo è spesso sottostimata”, spiega Inger Andersen, direttore generale dell'Iucn. “Queste aree – prosegue – assicurano cibo e acqua alle comunità locali, mitigano i cambiamenti climatici e riducono l'impatto dei disastri. Il loro suolo, tuttavia, si danneggia facilmente". Lo stesso organismo internazionale stima che tra il 25% e il 35% di queste terre sia già minacciato dal degrado. Degrado che, sfociando nella desertificazione, nei prossimi 25 anni potrebbe portare a una riduzione del 12% della produzione di cibo globale, minacciando direttamente oltre 250 milioni di persone, e mettendone a rischio circa un miliardo in un centinaio di Paesi.  

L'appello

Salvare le terre aride “richiede investimenti urgenti”, è l'appello dell'Unione internazionale per la conservazione della natura in vista della “Conferenza delle parti” Onu che si tiene dal 6 al 16 settembre a Ordos, in Cina. Ma, oltre a garantire la sicurezza alimentare a milioni di persone (riducendo la povertà), potrebbe essere utile per “mitigare gli effetti del cambiamento climatico: con il degrado, infatti, i suoli perderebbero il 60% del carbonio che trattengono, contribuendo alle emissioni di Co2.

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