Addio a Chantek, tra i primi oranghi a imparare la lingua dei segni

L'immagine diffusa su twitter dallo zoo di Atlanta
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Conosceva la strada per il suo ristorante preferito e metteva in ordine la sua stanza. Aveva 39 anni e viveva nello zoo di Atlanta

Chantek, uno dei primi oranghi a imparare la lingua dei segni per comunicare con gli esseri umani, è morto all'età di 39 anni allo Zoo di Atlanta. Era il più anziano tra gli oranghi che vivono nei giardini zoologici statunitensi.

Il doloroso addio dello zoo

A darne notizia è lo stesso zoo in una nota "dolorosa" in cui scrive: "Chantek ci mancherà profondamente". L'orango soffriva di una malattia cardiaca, ma per capire l'esatta causa della morte bisognerà attendere l'autopsia. "Ha avuto una personalità particolare e coinvolgente, e modi speciali di relazionarsi e comunicare con quelli che lo hanno conosciuto", ha affermato Hayley Murphy, vice presidente delle divisioni animali dello zoo, citata dall'agenzia Reuters.

Un orango speciale

Oltre ad essere tra i primati che per primi avevano imparato la lingua dei segni statunitense - insieme alla scimpanzé Washoe, scomparsa nel 2007, e alla gorilla Koko, ancora in vita allo zoo di San Francisco - Chantek sapeva mettere in ordine la sua stanza e persino memorizzare le indicazioni stradali per il suo fast food preferito, il "Dairy Queen". Nato al Centro di ricerche sulle scimmie di Yerkes, per nove anni fu cresciuto dall'antropologa Lyn Myles, dell'Università del Tennessee, con cui imparò a comunicare. A causa della sua malattia cardiaca seguiva una dieta a basso consumo di sodio ed è stato il primo orango al mondo a sottoporsi a un'ecocardiografia da sveglio.

"La scimmia che andò al college"

Trasferito allo zoo di Atlanta nel 1997, era anche il più anziano tra gli oranghi che vivono negli zoo del Nord America. Il suo soprannome deriva dal fatto che è stato protagonista di un documentario del 2014, intitolato appunto "La scimmia che andò al college". Nonostante ciò, come ricordano i guardiani dello zoo, Chantek era "timido" con le persone che non conosceva, con le quali si rifiutava di comunicare attraverso i segni e utilizzava invece gesti e vocalizzazioni tipiche degli oranghi.


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