Trasporto pubblico al palo in Italia. Roma maglia nera

A Roma l'offerta di trasporto pubblico è diminuita dal 2005 al 2015 del 6% e si starebbe ancora contraendo (foto: Lapresse)
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Nelle grandi città dominano le auto private a discapito dei mezzi pubblici, sempre più in sofferenza tra tagli, disservizi e inefficienze

In Italia il trasporto pubblico resta fermo al palo. Nelle grandi città a farla da padrone sono le auto, mentre i mezzi pubblici - complici tagli, disservizi e inefficienze - appaiono sempre più in affanno. A confermarlo sono i dati diffusi da Legambiente in occasione del convegno "Mobilità In-sostenibile" organizzato a Roma. Gli spostamenti in auto sono passati, infatti, dall'8,1% del 2014 all'8,3% del 2015; mentre sono diminuiti quelli effettuati con i mezzi pubblici che sono passati dal 14,6% (2014) all'11,7% nel 2015. Tra le metropoli, è Roma la maglia nera per la mobilità insostenibile.

Roma maglia nera

La capitale, secondo i dati diffusi da Legambiente, sarebbe molto indietro rispetto alle sorelle europee per dotazioni di metropolitane, tram e ferrovie suburbane, mentre detiene il record per possesso di automobili, pari a 67 auto ogni 100 abitanti. Inoltre, l’offerta di trasporto pubblico è diminuita del 6% dal 2005 al 2015 e si starebbe ulteriormente contraendo. Si stima che ci vorrebbero circa 80 anni perché Roma possa recuperare il gap con le altre grandi città europee.

Il parco mezzi più anziano d'Europa

Nelle città italiane la lunghezza totale dei chilometri di metropolitane è inferiore a quella della sola città di Madrid (235 km contro i 291 della capitale spagnola). L’Italia presenta inoltre il parco mezzi più anziano d’Europa, con un'età media di 11,38 anni contro i 7 anni dell’Ue. Per quanto riguarda il trasporto ferroviario regionale, l’età media dei mezzi è, invece, di 17,2 anni, ma con una significativa differenza tra il nord e il sud del Paese: 14,7 contro i 20,3 del Meridione. Su alcune linee ferroviarie, come ad esempio la Roma-Ostia Lido e la Circumvesuviana, per degrado e tagli, il numero dei passeggeri è diminuito di oltre il 30% costringendo decine di migliaia di persone a spostarsi sui mezzi privati.

Le ragioni della crisi

Secondo Legambiente le ragioni della crisi che ha colpito il trasporto pubblico sarebbero legate anche al fatto che le città metropolitane, dove vive il 40% della popolazione italiana, sono escluse dalle decisioni sui trasporti. Le Regioni, infatti, decidono sul trasporto ferroviario pendolare mentre il Tpl (il trasporto pubblico locale) è gestito separatamente da centinaia di Comuni. Da non trascurare, inoltre, l’impatto che la crisi della mobilità pubblica avrebbe sull’inquinamento. "Le città italiane – ha spiegato Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente - hanno un drammatico bisogno di rilanciare le diverse forme di mobilità sostenibile per migliorare la vita delle persone e la qualità dell’aria. In alcune grandi aree urbane la condizione è davvero di emergenza".

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