Il futuro dell'Amazzonia a rischio per colpa delle dighe

L'impianto idroelettrico di Balbina, costruito sul fiume Uatuma in Brasile (foto: Getty Images)
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Se i progetti per la costruzione di impianti idroelettrici pensati per il bacino del Rio delle Amazzoni dovessero essere portati a termine, si rischierebbero, secondo gli esperti, danni significativi e irreversibili nella regione

Il futuro dell'Amazzonia è ancora a rischio. Questa volta, però, il pericolo non arriverebbe dall’inquinamento atmosferico, ma da una serie di progetti per la costruzione di dighe idroelettriche che potrebbero causare danni "significativi e irreversibili". A lanciare l’allarme è un gruppo internazionale di ricerca, che ha pubblicato un nuovo studio in merito sulla rivista "Nature". Le dighe – sostengono gli esperti – interromperebbero il naturale movimento dei sedimenti fluviali, i quali costituiscono una fonte fondamentale di sostanze nutritive per la fauna amazzonica.

Il complesso fluviale più grande al mondo

Il Rio delle Amazzoni e il suo bacino costituiscono il più grande sistema fluviale al mondo, con oltre sei milioni di chilometri quadrati coperti. Questo fiume attraversa tre Stati dell’America meridionale – il Perù, la Colombia e il Brasile – prima di sfociare nell’oceano Atlantico con un estuario largo circa 200 chilometri. "L’Amazzonia – spiega Victor Baker, co-autore della ricerca e professore di idrologia e scienze atmosferiche dell'Università dell’Arizona – è il più importante bacino fluviale del pianeta: un microcosmo che coinvolge l'ambiente, l’energia e la salute del pianeta". Attualmente ci sono progetti per la costruzione di 428 dighe elettriche nella regione, 140 delle quali o sono già state realizzate o sono in fase di costruzione. Il completamento di questi progetti, secondo i ricercatori, potrebbe avere un significativo impatto ambientale su tutto l'ecosistema.

Dighe idroelettriche per produrre energia pulita

Lo scopo di questi progetti sarebbe quello di arrivare a produrre energia rinnovabile evitando così le emissioni di carbonio. Tuttavia, per il gruppo di ricerca, l'errore che si sta commettendo è quello di valutare le conseguenze dei vari impianti solo a livello locale, senza considerare l’impatto che avrebbero a livello regionale e sistemico. Per questa ragione, i ricercatori hanno condotto una valutazione dei progetti su larga scala, analizzando i cambiamenti complessivi dei sistemi fluviali: utilizzo del suolo, erosione, deflusso, cambiamenti nella deposizione dei sedimenti, oltre che gli effetti sulla biodiversità nella regione.

Le conseguenze sull'ecosistema

I fiumi presenti nel bacino dell'Amazzonia si scambiano sedimenti e forniscono sostanze nutritive a tutta la regione. In questo modo i corsi d'acqua sono in grado di alimentare la fauna selvatica e modulano le dinamiche fluviali in modo da mantenere un elevato livello di biodiversità nell’habitat. Per fare un esempio concreto dell’effetto che le dighe avrebbero sull’ecosistema, basti pensare alla regione andina, dove dovrebbe essere realizzata una buona parte degli impianti. Le Ande – scrivono i ricercatori – forniscono oltre il 90% del sedimento all’intero bacino amazzonico. Le dighe potrebbero bloccarlo impedendo alle sostanze nutritive di spostarsi a valle. "I cittadini dei Paesi del bacino amazzonico dovranno decidere se la produzione di energia elettrica vale il prezzo di causare danni al più complesso sistema fluviale al mondo".

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