Usa sprecano 40% degli alimenti, sfamerebbero l'84% del Paese

Gli Stati Uniti gettano via fino al 40% del cibo prodotto (Getty Images)
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Uno studio della Johns Hopkins University ha gettato luce per la prima volta sul valore energetico disperso attraverso lo sperpero di cibo negli Stati Uniti

In America ogni anno viene gettata via una quantità di cibo il cui corrispettivo, in termini di calorie, basterebbe a nutrire l'84% della popolazione statunitense adulta. È quanto emerge da un recente studio pubblicato sul Journal of Academy of Nutrition, il primo ad aver instaurato un collegamento fra la quantità di cibo buttato e il suo valore energetico.

Lo spreco alimentare

Gli Stati Uniti, spiega il primo autore dello studio, Roni Neff (ricercatore della Johns Hopkins University) gettano via una quota compresa fra il 31 e il 40% del cibo prodotto, in termini pro capite si parla di 1.200 calorie disperse ogni giorno. "Il cibo sprecato è un problema molto serio a questo punto", sostiene Neff a colloquio con Usa Today, "stiamo gettando via così tanti soldi,così tante risorse e così tanti nutrienti potenziali che potrebbero rendere le nostre vite migliori". Quello dello spreco alimentare è un malcostume molto diffuso non solo negli Stati Uniti, ma anche in numerosi altri Paesi industrializzati fra cui l'Italia: secondo gli ultimi dati dell'osservatorio nazionale Waste watcher, ogni famiglia italiana cestina 145kg di cibo ogni anno, per un controvalore di 360 euro; nel Regno Unito tale cifra sale a 826 euro.

Perché si spreca

Di solito chi prende la decisione di buttare il cibo lo fa in buona fede, ritenendolo deteriorato anche quando non è effettivamente così. Secondo Neff sono soprattutto prodotti ittici, frutta e verdura ad esser sprecati dagli americani: in altre parole i generi alimentari per natura "più deperibili". Una precedente ricerca di Harvard aveva mostrato che un grande ruolo in questo fenomeno lo gioca anche la confusione sulle date di scadenza. Ad ogni modo, il governo federale ha stabilito l'obiettivo di dimezzare gli sprechi entro il 2030. Il primo passo per raggiungere l'obiettivo "è essere consapevoli del problema", dichiara lo studioso. Ma non solo: un'altra buona norma sarebbe quella di introdurre nei banchi del supermercato anche cibo meno "perfetto" esteticamente ma ancora buono da consumare. Lo scopo è quello di contribuire a un giudizio più accorto quando arriva il momento di buttare via qualcosa, evitando il rischio di gettare gli alimenti solo perché non sono più "belli" e invitanti come al momento dell'acquisto.

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