Processionaria, cosa è e perché fa male a piante e persone

La processionaria del pino si nutre di foglie e può provocare irritazioni al contatto con la pelle (archivio Getty Images)
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Dalla Liguria alla Puglia, si sta assistendo ad una riproduzione esponenziale di questo millepiedi, favorita probabilmente anche dal caldo anomalo

Dalla Liguria alla Puglia, passando per la Toscana, in Italia si è presentata, con particolare virulenza, il problema della processionaria del pino. Il Thaumetopoea pityocampa, questo il nome scientifico, è un insetto apparentemente innocuo, ma capace di provocare danni alle piante (e alle persone) quando si trova allo stadio larvale, in cui assume le sembianze di un bruco. Questa fase del suo sviluppo coincide con l'inizio della primavera o, comunque, con l'incremento delle temperature. Le larve di questi insetti possono indurre la defogliazione delle piante sulle quali compiono il loro sviluppo; nelle persone che le toccano possono scatenare reazioni allergiche e, nei casi più gravi, shock anafilattici. Quest'anno l'invasione delle processionarie non sta facendo distinzione tra città del nord e del sud ed è favorita probabilmente dal caldo anomalo che ha anticipato la bella stagione.  

 

Un pericolo per le piante – Nel panorama italiano la processionaria del pino è uno dei "defogliatori" più dannosi. L'invasione di questo insetto è già cominciata e molti comuni devono correre ai ripari. Tra questi Firenze, che dovrà passare al vaglio tutti i pini del territorio comunale che sono circa quattromila, molti dei quali andranno con ogni probabilità disinfestati. Alcuni interventi sono già stati eseguiti, in particolare nei giardini dei plessi scolastici dove circolano i bambini, che sono tra i soggetti più a rischio in caso di contatto con le processionarie. Questi insetti, allo stadio larvale, colpiscono in particolare il pino nero e il pino silvestre, ma sono capaci di svilupparsi su altre specie e, in ambiente urbano, anche sui cedri. Oltre a cibarsi delle foglie, indeboliscono le piante e favoriscono l'attacco di parassiti secondari. Il nome con cui questo insetto è conosciuto comunemente, processionaria del pino, deriva dal fatto che i bruchi si spostano in fila indiana nel momento in cui devono ritornare al nido.

 

I danni alle persone – Le processionarie del pino rappresentano un pericolo anche per la salute delle persone e altri mammiferi. Le uova di questi insetti si schiudono alla fine di agosto. Le larve cominciano a mangiare le foglie e a costruirsi un nido per superare l'inverno. Durante il terzo stadio del loro sviluppo si formano microscopici peli urticanti che al contatto diretto possono provocare reazioni cutanee, irritazioni alle mucose, agli occhi e alle vie respiratorie, specialmente nei soggetti più sensibili. I peli delle processionarie possono anche essere rilasciati nell'aria e causare reazioni allergiche se inalati in maniera massiccia.

 

La normativa di legge – Per i danni che può arrecare a piante, persone e animali, la lotta alla processionaria del pino è obbligatoria per legge. Un decreto ministeriale emanato nel 2007 ne stabilisce le linee guida per contrastarla e le disposizioni da seguire. Il proprietario o il gestore a qualunque titolo di alberi infestati dalla processionaria del pino è obbligato a informare il competente Servizio fitosanitario regionale.

 

Come intervenire – Le modalità di intervento per debellare le processionarie cambiano in relazione al periodo e alla situazione. La sistemazione di trappole durante il periodo dell'accoppiamento, nel mese di giugno, potrebbe favorire una raccolta massiva degli esemplari maschi. Prima che le larve riprendano le attività a marzo, si potrebbe intervenire nei mesi più freddi tagliando e distruggendo i nidi. In aree opportunamente limitate è possibile ricorrere a regolatori di crescita capaci di impedire la muta degli insetti e, di conseguenza, il loro sviluppo.

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