Rinnovabili, l'Italia ha già superato il target 2020

Nel 2015, con un consumo del 17,5%, l'Italia ha già superato il target del 17% fissato per il 2020 (Getty Images)
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Undici Paesi membri dell'Ue hanno raggiunto in anticipo gli obiettivi fissati; ci siamo anche noi, con un consumo di energie alternative del 17,5%. Il primato è della Svezia, in affanno Paesi Bassi, Francia e Regno Unito

Nel 2015 le energie rinnovabili hanno toccato il 16,7% del consumo energetico finale in Europa, facendo registrare un lieve aumento rispetto ai dati del 2014 (16,1%). Il consumo di rinnovabili è addirittura quasi raddoppiato rispetto agli 8,5 punti percentuali del 2004. È la fotografia scattata da Eurostat nel suo nuovo report. Ora l'obiettivo dell'Unione Europea, che ha fissato una quota del 20% entro il 2020, non sembra così lontano. Bene anche l'Italia che ha registrato un 17,5% nel 2015, già superiore al suo target ponderato per il 2020 (17%). Visti gli ottimi risultati raggiunti fino ad ora, la Ue ha già fissato un target del 27% entro il 2030.

 

Il primato della Svezia – La Svezia, secondo i dati Eurostat, è la prima della classe per quanto riguarda il consumo di energia rinnovabile. Nel 2015 più della metà del suo consumo energetico finale (53,9%) proveniva da fonti rinnovabili. In particolare, il Paese scandinavo ha fatto registrare un primato nelle fonti di riscaldamento alternative; in questo settore, infatti, la green energy ha rappresentato il 18,6% del consumo totale europeo, mentre in Svezia le fonti alternative hanno coperto nel 2015 circa il 68,6% dei consumi termici. Per quanto riguarda invece la produzione di energia elettrica, il primato appartiene all'Austria, con una quota del 70% proveniente da rinnovabili, rispetto a una media europea del 28,8%.

 

L’Italia ha già superato il target del 2020 – Per quanto riguarda l'Italia, i dati relativi al 2015 sono stati molto confortanti. Infatti, l'obiettivo del 17% fissato per il nostro Paese per il 2020 è già stato superato con un consumo di rinnovabili pari al 17,5%. Il trend ha registrato una crescita costante, in particolare dal 2004 al 2012 quando si è passati dal 6,3 al 15,4%. Nei successivi tre anni, pur rallentando, la crescita non si è arrestata ma è rimasta piuttosto costante. Nella lista dei promossi, peraltro, siamo in buona compagnia, visto che altri dieci Paesi membri (Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Croazia, Lituania, Ungheria, Romania, Finlandia e Svezia) hanno raggiunto i propri target.

 

In affanno Paesi Bassi e Francia – Ma c'è anche chi sta faticando a raggiungere i propri obiettivi. I più lontani dal target 2020 sono i Paesi Bassi, distanti 8,2 punti percentuali dalla meta, e la Francia, che nel 2015 ha registrato un consumo di rinnovabili del 15,2% rispetto all’obiettivo 2020 del 23%. Male anche Irlanda, Regno Unito e Lussemburgo.

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