Crescere un figlio senza inquinare? Basta seguire 10 semplici regole

Mamma e figlio al parco (Foto di repertorio - Getty Images)
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Silvana Santo, blogger e giornalista ambientale, ha raccolto le sue esperienze di madre e ambasciatrice della tutela ambientale nel libro "Una mamma green"

Fare un figlio è per molti una sfida. Lo è anche per il pianeta. Uno studio dell'Oregon State University ha provato a calcolare l'impatto ambientale di un neonato in termini di andride carbonica emessa per tutte le attività necessarie alla sua crescita (alimentazione, gioco, igiene): il risultato è che ogni bambino negli Stati Uniti aggiunge 9.441 tonnellate di anidride carbonica a quella già prodotta dai suoi genitori. Tale cifra si abbassa in Cina (1.384 tonnellate) e in Bangladesh (56 tonnellate). Ma una maternità eco-compatibile è possibile: Silvana Santo, blogger e giornalista ambientale, l'ha raccontata nel libro in uscita il prossimo 15 marzo per Giunti, "Una mamma green". Ecco 10 consigli per crescere un figlio senza impattare (o quasi) sull'ambiente.

 

1. Numero di figli                                           
Santo parte da una considerazione generale. Riprodursi pesa sul pianeta. Per questo motivo, c'è da prendere in considerazione l'idea dell'adozione. "Oltre a dare una famiglia a un bimbo che non ce l'ha, l'adozione rappresenta una scelta per certi versi più sostenibile della procreazione: non si affolla il pianeta con un altro individuo e si condividono le risorse esistenti con un bambino già nato".

 

2. Compra solo il necessario
“Un bambino ha bisogno di molte meno cose di quante si creda - spiega la scrittrice. - Uno stile di vita sobrio ed essenziale aiuta l'ambiente, oltre al portafogli. Per questo è bene evitare alcuni acquisti inutili come un riduttore per il lettino (basta un cuscino da allattamento o uno tubolare) o i disinfettanti per biancheria e superfici". Infatti, continua Santo, "la pulizia è importante, ma un abuso di detergenti e disinfettanti è dannoso per l'ambiente e potenzialmente nocivo per la salute".

 

3. Seleziona bene gli acquisti
Non solo cosa, ma anche come si compra può fare la differenza. "Bisogna puntare su materiali naturali, imballaggi semplici e leggeri, prodotti riciclabili", avverte la giornalista. Fare dunque attenzione a dove sono prodotti i giocattoli o gli indumenti che si acquistano.

 

4. Recupera e riutilizza
"Chiedi ad amici e parenti che ti prestino o ti regalino oggetti e indumenti appartenuti ai loro figli, e falli circolare a tua volta quando non ti serviranno più", consiglia Santo nel suo libro. I secondi figli in questo sono spesso un esempio, specie se dello stesso sesso del primo.

 

5. Passa più tempo possibile all'aria aperta, in ogni stagione
Il contatto costante con la natura “insegna” il rispetto dell'ambiente, migliora la salute e favorisce il benessere psicologico di grandi e piccini. Uno studio condotto dall'Università norvegese di scienza e tecnologia ha documentato che i bambini più attivi fisicamente sono più felici.  

 

6. Mangia cibo locale e di stagione

"Il cibo locale e di stagione pesa meno sull'ambiente, è più sano, più gustoso e costa meno", sottolinea Santo. Svezzare un neonato con pappe fatte in casa permette di evitare lo smaltimento di vasetti di vetro di omogeneizzati, con relativi coperchi ed etichette.

 

7. Produci in casa tutto quello che puoi
Non solo le pappe: anche i giochi possono essere fatti in casa, "compatibilmente col tempo che si ha a disposizione", spiega la scrittrice. In questo modo si evitano gli sprechi e si riduce la produzione di rifiuti. Riciclando oggetti di uso comune, come una bottiglietta di plastica, grazie a qualche fagiolo si potranno costruire strumenti musicali perfetti per i più piccoli.

 

8. Se possibile, allatta al seno
"Il latte materno è un alimento completamente ecologico, oltre che perfetto sul piano nutrizionale", spiega l'autrice del blog Una mamma green. Non comporta la produzione di rifiuti perché non va imballato, né cotto o riscaldato e non richiede il consumo di acqua supplementare. Il latte materno è il vero "alimento a chilometro zero", sottolinea Santo. Inoltre, un’équipe del Dipartimento di scienze biomediche per la salute dell'università degli Studi di Milano ha svolto una ricerca sul microbiota (l'insieme dei microrganismi, tra cui i batteri che risiedono soprattutto nell’intestino) presente nel latte materno; dimostrando la sua influenza positiva sulla crescita del bambino.

 

9. Pannolini                                                                                                                            Come riporta l'autrice nel suo libro, ogni neonato produce mezza tonnellata di rifiuti non riciclabili solo a causa dei pannolini. Anche se li indossa per un breve momento della sua vita. Bisogna anche aggiungere che i pannolini tradizionali contengono anche elementi sbiancanti e sostanze di derivazione petrolifera: un'alternativa sostenibile sono quelli lavabili, più salutari, ecologici e convenienti. In questo caso, si può ricorrere ai pannolini monouso solo quando si è fuori casa.

 

10. Quando ti è possibile, scegli il biologico
"Bisognerebbe scegliere prodotti biologici per gli alimentari, ma anche per la cosmesi - puntualizza Silvana Santo. - Al di là degli aspetti salutistici, le tecniche di produzione bio sono più rispettose dell'ambiente". Non tutti i prodotti biologici però sono privi di conseguenze per i bambini e possono comunque scatenare allergie. La pelle dei bambini, in assenza di esigenze specifiche o problemi di salute, non ha bisogno di una detersione aggressiva, di profumazioni esterne, di nutrimento particolare.  

Data ultima modifica 28 febbraio 2017 ore 11:19

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