I ghepardi verso l'estinzione: ne restano solo 7.100

Nel mondo restano solamente 7.100 esemplari di ghepardo (Getty Images)
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L’allarme è stato lanciato da uno studio della Zoological Society di Londra. In Asia sopravvivono solo 50 esemplari

Il ghepardo, il mammifero terrestre più veloce al mondo, viaggia troppo velocemente verso l’estinzione. È questo il risultato di uno studio congiunto pubblicato sul giornale specializzato Pnas, Proceedings of the National Academy of Sciences.

I numeri dei ghepardi - Secondo lo studio effettuato in collaborazione dalla Zoological Society of London e dalle organizzazioni per la tutela ambientale Wildlife Conservation Society e Panthera, al momento sono circa 7.100 gli esemplari di ghepardo allo stato brado sul pianeta. La maggior parte dei ghepardi superstiti si trova dislocata in 6 Paesi dell’Africa centrale e australe, mentre è particolarmente critica la situazione del ghepardo asiatico: ne rimangono sonoltanto 50 esemplari in un’area isolata dell’Iran. Negli ultimi anni si è registrato un crollo del numero dei ghepardi praticamente in tutte le aree analizzate: nel solo Zimbabwe, si è passati da 1.200 a 170 felini nel giro di 16 anni, per un calo dell’85% della popolazione complessiva.

I motivi della scomparsa - Alla radice di questa drastica riduzione è la crescente presenza umana sui territori che in precedenza erano occupati dai ghepardi. A colpire la popolazione dei felini non ci sono solo le attività che li danneggiano direttamente, come il bracconaggio o il commercio di cuccioli di ghepardo come animali esotici (soprattutto verso i Paesi del Golfo persico), o l’uccisione da parte degli allevatori di bestiame per tutelare le proprie greggi. La semplice espansione delle aree abitate dall’uomo o coltivate toglie al ghepardo le praterie che costituiscono il suo habitat, costringendolo in zone sempre più ridotte. Attualmente, sottolineano i ricercatori, il 77% dei territori dove vivono i ghepardi si trova al di fuori di aree protette: questo non consente alle autorità dei vari Stati di imporre limitazioni agli insediamenti umani nelle loro zone di caccia. D’altra parte è difficile “confinare” i ghepardi in aree protette, dato che questi carnivori battono ampie aree della savana alla ricerca delle loro prede.

Le contromisure per salvare i ghepardi - Per i ricercatori, è necessario un cambio radicale di approccio nelle misure per la salvaguardia dei ghepardi: per il dottor Kim Young-Overton di Panthera le aree protette non sono sufficienti, servono politiche di ricompensa che incentivino le popolazioni locali a proteggere i ghepardi. Nel report si chiede anche di inserire il ghepardo nella “Lista rossa” delle specie a rischio stilata dall’International Union for the Conservation of Nature. Per il momento, alcuni stati arabi e africani hanno siglato un accordo per combattere il commercio di cuccioli di ghepardo (una diaspora da 1.200 esemplari negli ultimi 10 anni), soprattutto colpendo la pubblicità e gli scambi di informazioni a riguardo che vengono fatti sui social media.

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