Costi in calo e investimenti, l'energia green diventa conveniente

Pale eoliche e pannelli solari presso Agrigento (Fotogramma)
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Secondo il World Economic Forum, il costo di eolico e fotovoltaico negli ultimi tre anni è sceso fino a raggiungere quello di altre forme di produzione energetica tradizionali, diventando un "business profittevole"

Le energie rinnovabili hanno raggiunto un importante “punto di non ritorno”: negli ultimi tre anni il costo per la produzione di energia elettrica da fonti solari o eoliche è sceso agli stessi livelli richiesti da fonti energetiche tradizionali come carbone e gas naturale. È quanto si legge nel “Manuale sugli investimenti nelle infrastrutture rinnovabili” pubblicato giovedì dal World economic forum (Wef, ossia il Forum economico mondiale, fondazione che ogni anno organizza l'incontro di Davos). È una svolta che rende l'investimento “green” un “business profittevole” sotto diversi punti di vista, scrive la fondazione con sede a Cologny, nei pressi di Ginevra.

 

Costi in calo e più efficienza – L'elemento fondamentale della svolta compiuta delle energie pulite - sostiene il Forum - è riscontrabile nei numeri. Se appena dieci anni fa i costi dell'energia solare erano intorno ai 600 dollari per megawattora (MWh), quando carbone e gas naturale ne richiedevano solo 100, già cinque anni dopo il gap era stato dimezzato, fino ad arrivare alla parità di costi attuale. Nel caso dell'eolico si parla, invece, di 50 dollari necessari per la produzione di un MWh (in basso il grafico diffuso dal Wef). L'efficienza dell'energia solare, inoltre, è cresciuta nello stesso periodo dal 15 al 22%, mentre le turbine eoliche sono passate dal 25 al 50%; parallelamente i costi di produzione dei pannelli solari, grazie alle economie di scala, sono scesi dell'80% dal 2009, mentre quelli delle pale eoliche si sono contratti del 30% negli ultimi tre anni.

 

 

 

 

 

 
 
 

 

Investimenti in crescita – Gli investimenti nel settore, d'altro canto, sono aumentati progressivamente fino ad ammontare, nel 2015, a quasi 286 miliardi di dollari, con un incremento del 5% rispetto a un anno prima. La crescita negli investimenti “green” oggi avviene sopratutto in Asia, ricorda il Wef, contrariamente a quanto avveniva negli anni precedenti quando due terzi del totale erano concentrati nell'area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa). Adesso, invece, l'area asiatica (Apac), conta oltre la metà degli investimenti globali in energia pulita, scrive il Wef.

 

Opportunità per investitori e ambiente – Gli investimenti in energie rinnovabili, non si sono limitati ad aumentare in volume, ma anche i relativi ritorni si prospetterebbero particolarmente interessanti. Lo specifico indice di riferimento per le obbligazioni legate a investimenti nel settore lo, S&P Green project bond index, ha registrato negli ultimi tre anni un ritorno sull'investimento vicino al 6% annuo. “Una notizia conveniente”, dunque, titola il comunicato del Wef, visto che “gli investimenti restano al di sotto di quanto sarebbe richiesto per raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi”. Per tale ragione, il Forum svizzero “invita gli investitori a muoversi verso maggiori investimenti in energia verde”.

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