Rifiuti elettronici: come funzionano riciclo e smaltimento

Esempio di Raee, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Getty Images)
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NOnostante un decreto dello scorso luglio, i numeri italiani sono ancora lontani dagli obiettivi fissati dall’Unione europea

Una direttiva della Ue del 2012 disciplina raccolta e riciclo dei rifiuti elettronici, i cosiddetti Raee. L’Italia ha recepito la normativa convertendola in legge con due decreti, uno del 2014 e il più recente del luglio 2016. La strada da percorrere è ancora lunga visto che nel nostro Paese, al 2015, il tasso di Raee trattati è stato del 36% a fronte dei target europei previsti: il 45% per il 2016 e il 65% entro il 2019. Non mancano le iniziative a livello urbano come a Milano, ad esempio, dove fino al prossimo gennaio 2017 sarà in sperimentazione un container itinerante per la raccolta dei rifiuti elettronici.

 

Cosa sono i Raee

Secondo la definizione contenuta nel decreto legislativo 49 del 14 luglio 2014, "sono apparecchiature elettriche o elettroniche, inclusi tutti i componenti, sottoinsiemi e materiali di consumo che sono parte integrante del prodotto al momento in cui il detentore si disfi, abbia l’intenzione o l’obbligo di disfarsene". I Raee sono dannosi per l'ambiente e non sono biodegradabili. I materiali da cui sono composti (rame, ferro, acciaio, alluminio, vetro, argento, oro, piombo e mercurio) sono, però,riciclabili e vanno per questo destinati al recupero differenziato. I Raee si dividono principalmente in due categorie: quelli che provengono dai nuclei domestici o, comunque, sono considerati affini per dimensioni e caratteristiche e quelli professionali, prodotti da attività amministrative ed economiche.   

 

Come smaltire i Raee: la normativa

La norma attuale prevede che i negozi di elettrodomestici che hanno una superficie di vendita al dettaglio superiore ai 400 metri quadri debbano allestire un'area per il ritiro dei Raee "uno contro zero", cioè quelli per cui la riconsegna è gratuita e non c'è l'obbligo di acquistare prodotti affini. L'uno contro zero è riservato ai Raee "di piccolissime dimensioni" secondo la definizione contenuta nel decreto del 2014: massimo 25 centimetri di lunghezza con una tensione non superiore ai 1000 volt (corrente alternata) e ai 1500 volt (corrente continua). Tale procedura si aggiunge a quella "uno contro uno" prevista da un decreto ministeriale del 2010 per cui si può riconsegnare gratuitamente al rivenditore il 'rifiuto' al momento dell'acquisto di un prodotto della stessa tipologia. L'alternativa è recarsi presso le apposite isole ecologiche o affidarsi al ritiro a domicilio nei comuni che lo prevedono.

 

I numeri dello smaltimento in Italia

Nel 2015, stando ai dati del Centro di coordinamento Raee , l’organismo che si occupa di ottimizzare la raccolta, il ritiro e la gestione di questi rifiuti,gli impianti autorizzati hanno trattato oltre 329mila tonnellate di rifiuti a fronte delle quasi 884mila totali. Di quelle 329mila tonnellate, quasi 260mila erano Raee domestici: il 36% del totale. Il target europeo prevede il 45% entro il 2016 del peso medio dei prodotti immessi sul mercato nel triennio precedente; percentuale che deve salire a 65% entro il 2019. Anche se gli obiettivi Ue sono ancora lontani, i primi nove mesi del 2016 hanno dato segnali confortanti registrando un +14% di rifiuti trattati rispetto allo stesso periodo del 2015. A livello individuale, il target fissato per il 2016, è una raccolta pro-capite di circa 7,5 chilogrammi, ma sono solo quattro, stando ai dati più recenti, le province che lo superano: Olbia–Tempio (10,23 kg), Como (10), Aosta (8,24) e Sassari (7,92). Le province diventano appena due, invece, se si guarda agli obiettivi fissati dall’Unione europea per il 2019, ovvero 10 chili per abitante.

 

Rifiuti elettronici, le iniziative di Milano e Napoli

Al netto delle normative europee e nazionali, i singoli comuni possono adottare iniziative locali per lo smaltimento e il riciclo dei rifiuti elettronici. È il caso, ad esempio, di Milano dove un container completamente automatizzato sta girando per la città ormai dallo scorso 21 marzo, stazionando in cinque diverse postazioni (due mesi di sosta per ciascuna). "RAEE parking" è un progetto sperimentale del Comune, pensato in particolare per i rifiuti elettronici di piccole dimensioni, che andrà avanti fino al 20 gennaio 2017. L'utilizzo del servizio è semplice: basta inserire la Carta Regionale dei servizi nell’apposita fessura del container, selezionare il tipo di rifiuto che si intende smaltire e inserirlo nello sportello dedicato. Un servizio simile esiste anche a Napoli con le Unità mobili RAEE, autoveicoli attrezzati per la raccolta e l'avvio al recupero di materiali elettrici ed elettronici consegnati esclusivamente e gratuitamente da cittadini.

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