Dall'albero al cibo, le regole per un Natale all'insegna dell'ecologia

Un Babbo Natale vestito di verde per una manifestazione ecologica in Giappone (Getty Images)
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Dall'abete ecocompatibile (non di plastica) agli addobbi a basso impatto ambientale, ai regali green o riciclati. Consigli e iniziative per ridurre sprechi e inquinamento durante le prossime festività

Natale non sarebbe lo stesso senza un bell'albero addobbato sotto cui riporre i regali. O senza il pranzo con i parenti durante il quale scambiarsi doni e auguri. Spesso però le festività hanno un alto impatto ambientale: dal taglio degli abeti che spesso, dopo l'Epifania, finiscono in discarica; alle emissioni durante la produzione dei giocattoli che i bimbi chiedono nelle letterine a Babbo Natale; per non parlare, poi, degli sprechi a tavola. Tutto questo però si può evitare, senza rinunciare a nulla di ciò che contribuisce a creare l'atmosfera natalizia, seguendo alcuni semplici suggerimenti.

L'albero ecocompatibile –
Le regole per un albero rispettoso dell'ambiente sono state diffuse dal Pefc, l'associazione che in Italia applica il Programma per il riconoscimento degli schemi di certificazione forestale: l'ente che, in altre parole, certifica la gestione sostenibile delle foreste dalle quali provengono gli alberi, che ha approvato anche l'albero installato in piazza San Pietro. Il classico abete natalizio deve essere vero, non di plastica, in modo da assorbire anidride carbonica e non emetterne durante la fabbricazione: quelli finti – quasi 5 milioni quelli venduti ogni anno – inquinano molto di più.

L'impronta di carbonio –
Secondo i dati più recenti pubblicati dalla Carbon trust, associazione nata per aiutare le organizzazioni a ridurre il loro impatto ambientale, un albero naturale ha un'impronta di 3,5 kg di CO2, mentre quelli di plastica di gran lunga maggiore (40 kg di CO2): potrebbero quindi essere sostenibili quanto quelli veri solo se riutilizzati per almeno dodici anni. Sempre per il Pefc, l'albero deve venire da foreste certificate e possibilmente italiane per ridurre i gas serra del trasporto. E, passato il Natale, va piantato in giardino e non in montagna, dove potrebbe essere incompatibile con le specie locali.

Dove piantare gli alberi –
Un suggerimento arriva dall'azienda Green network energy, con l'iniziativa "Green Christmas trees", in controtendenza con l'abitudine di tagliare i pini in vista delle festività. Il progetto, aperto a tutti coloro che si registrano alla sua pagina web, prevede di piantare nuovi alberi vicino al Parco nazionale della Sila, in Calabria: il numero di alberi piantati sarà stabilito dalla quantità di “energia” sprigionata dalle interazioni degli utenti sulla pagina. Un accesso al sito vale, per gli organizzatori, 10 Wh; la condivisione sui social, 20 Wh: ogni 5000 Wh raggiunti dagli utenti, Green network pianterà un albero.

Addobbi creativi ed economici –
Per addobbare l'albero, ecco invece alcune alternative eco-friendly: perfetti per le decorazioni sono i vecchi Cd, da dipingere o ricoprire di carta colorata, ma anche i tappi delle bottiglie, le lattine, i vecchi giornali (utilizzabili per fare degli origami) o anche la frutta secca, da mangiare una volta finite le feste. Nel caso in cui decidiate di illuminare l'abete, poi, la scelta dovrà ovviamente ricadere su luci a Led o lampadine a basso consumo.

Auguri green –
Nel pieno rispetto del Natale ecologico, anche i regali (l'anno scorso in Italia ne furono scartati per un valore di 5,6 miliardi di euro) devono esserlo. Partiamo dai biglietti di auguri, ad esempio: per rispettare l'ambiente dovrebbero essere in carta riciclata o – per i più estrosi – addirittura fai-da-te, o quanto meno arrivare da foreste a crescita controllata. Tante poi le associazioni no profit (l'Unicef, ad esempio, o Medici senza frontiere, o ancora la Lilt, la Lega italiana per la lotta contro i tumori) che mettono in vendita biglietti natalizi a sostegno delle loro iniziative benefiche.

Sotto l'albero un cucciolo da salvare -
Tra queste iniziative, anche quella del Wwf che permette, proprio sotto le feste, di adottare a distanza il cucciolo di una specie a rischio: dai gorilla agli elefanti, dalle tigri ai delfini alle foche. Grazie ai fondi raccolti con questi doni, verranno finanziate squadre antibracconaggio, iniziative di contrasto alla deforestaizone e centri di recupero per gli animali feriti. Lo scorso anno, l'associazione ambientalista aveva anche lei pubblicato un suo vademecum per un Natale green.

Anche Babbo Natale inquina – Anche Babbo Natale ha la sua pesante impronta di carbonio e - come illustrato in maniera simpatica dal sito di e-commerce sostenibile Ethical ocean - la parte più consistente deriva proprio dalla produzione dei giocattoli che la notte di Natale recapita nelle case dei bambini. Se ai bimbi non si comanda, almeno tra adulti sarebbe preferibile optare per doni più sostenibili, come i prodotti del commercio equo e solidale o quelli a chilometro zero.

A tavola evitare le ciliegie e mirtilli –
La stessa scelta – il chilometro zero – va fatta anche per la spesa in vista il cenone della vigilia o per il pranzo. Coldiretti, nel suo decalogo per lo scorso anno, indicava la lista nera dei cibi fuori stagione da evitare per non contribuire alle emissioni di gas a effetto serra: ciliegie e pesche del Cile, mirtilli argentini e anguria brasiliana su tutti. Un chilo di ciliegie, ad esempio, per percorrere i quasi 12mila km che lo separa dal nostro Paese consuma 6,9 kg di petrolio e ne emette 21,6 di anidride carbonica! A questa frutta meglio preferire mele, pere, kiwi, uva, arance e clementine che arrivano da coltivazioni italiane.

Occhio al salmone – Tra gli altri prodotti che, sempre secondo Coldiretti, rischiano di inquinare il Natale (e su alcuni dei quali ci sono anche perplessità di carattere sanitario) troviamo il salmone dell’Alaska (meglio quello norvegese, scozzese o irlandese), le noci californiane, le more provenienti dal Messico, gli asparagi peruviani, i meloni della Guadalupe, i fagiolini egiziani e i melograni spagnoli.

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