Riscaldamento globale, all'Artico 20 gradi in più della media

La temperatura in questo periodo dovrebbe essere di circa -25 °C ma quest'anno si è fermata a pochi gradi sotto lo zero (Getty Images)
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Le stazioni meteorologiche segnalano un surriscaldamento da record (negativo) di aria e acqua nelle regioni più settentrionali del pianeta. Un trend che pare inarrestabile

Il Mar Glaciale Artico è alle prese con l’autunno più caldo della storia: secondo gli ultimi rilevamenti delle stazioni meteorologiche, si registrano 20 gradi in più rispetto alla media del periodo: questo potrebbe portare al record negativo nella formazione di ghiaccio al Polo Nord.

 

Temperatura record - "Le temperature registrate sono fuori dal normale, è spaventoso. Il Mar Glaciale Artico stabilisce un record negativo ogni anno", ha spiegato Jennifer Francis, ricercatrice dell’Università di Rutgers, in New Jersey. I dati che arrivano dai satelliti e dalle stazioni meteorologiche fanno segnare un aumento di 20 gradi nella temperatura dell'aria e di 4 gradi in quella dell'acqua rispetto alla media del periodo nell'area artica. Di norma, fra ottobre e novembre si toccano i -25 gradi, mentre quest’anno la temperatura è scesa di poco sotto lo zero, condizione appena sufficiente per il congelamento dell’acqua piovana. Nei mari di Kara e di Barents, situati a nord di Russia e penisola scandinava, l'acqua marina è così calda che non riesce a congelarsi; nessuna traccia di ghiaccio nemmeno nei pressi delle isole Svalbard.

 

Lo scioglimento dei ghiacci - Il motivo principale dell’aumento della temperatura è la minore estensione dei ghiacci artici durante l’estate. Lo scioglimento del ghiaccio marino è insieme causa ed effetto del riscaldamento artico, in un circolo vizioso che permette alle correnti calde e umide del sud di penetrare sempre più in profondità nel circolo polare. La formazione del ghiaccio dipende dalla temperatura dell’aria: più è calda, più tardi avverrà nel corso dell’autunno. Le ampie distese di acqua non congelata, inoltre, assorbono più e meglio la luce solare, contribuendo a mantenere alta la temperatura nella zona circostante. È vero che i ghiacciai marini si sciolgono ogni estate e si riformano ogni inverno, ma nell’ultimo anno le loro dimensioni sono pericolosamente diminuite. Alla fine di quest'estate è stata registrata la seconda minore estensione dei ghiacci di sempre e i dati di ottobre del National Snow and Ice Data Center statunitense sono sulla stessa lunghezza d’onda: 6,4 milioni di chilometri quadrati di ghiaccio, 400mila in meno del 2007, fino a ora l'anno più negativo per i ghiacciai.

 

Colpa del riscaldamento globale - Nulla di troppo sorprendente però: il surriscaldamento globale è responsabile di un trend che porterà i ghiacci dei poli a diminuire ogni anno di più. Ciò che impressiona è più che altro la velocità con cui questi fenomeni stanno accadendo: secondo la professoressa di osservazione polare dell’University College di Londra, Julienne Stroeve, "nessuno poteva prevedere questa velocità nell’aumento di temperatura". Se i Paesi del mondo non troveranno soluzioni adeguate su larga scala - insomma - il declino dei ghiacci polari sarà inevitabile.

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