Cambiamenti climatici, al via la Cop22 di Marrakech

La 22esima Conferenza mondiale sul clima di Marrakech, in Marocco (Getty Images)
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Da oggi fino al 18 novembre, la Conferenza internazionale sul clima: al centro del dibattito, le iniziative su come attuare e migliorare l'accordo di Parigi. Con un occhio a Usa 2016

A meno di un anno dall'Accordo sul clima di Parigi e a pochi giorni dalla sua entrata in vigore, il Marocco diventa il palcoscenico del nuovo capitolo sulla difesa globale dell'ambiente.

 

Da Parigi a  Marrakech - Scienziati, ambientalisti, politici, ong, si riuniscono a partire da oggi (e fino al 18 novembre) a Marrakech per discutere l'attuazione dello storico accordo sul clima di Parigi, che ha l'ambizioso obiettivo di frenare il riscaldamento climatico. L'accordo di Parigi, adottato alla fine del 2015, è stato firmato da 192 Paesi ed è stato ratificato da 100 di quelli che rappresentano il 70% delle emissioni mondiali (il senato italiano ha dato il "via libera" definitivo il 27 ottobre scorso).

La 22esima Conferenza sul clima è la seconda per il Marocco dopo la Cop7 del 2001: un evento in cui 196 Paesi, tra cui l'Italia, si confronteranno per dare un seguito concreto agli impegni presi a Parigi.



Un patto contro il riscaldamento globale – La direzione, dopo anni di negoziati infruttuosi, è stata delineata nella scorsa Cop21 con un obiettivo chiaro: il contenimento del riscaldamento globale entro i due gradi per la fine del secolo. Un traguardo fondamentale per proteggere il pianeta dalle gravi conseguenze di un eccessivo aumento della temperatura, come l'innalzamento del livello dei mari o la formazione di violente tempeste e di prolungate siccità.

 

 

La sfida della Cop22 – Nonostante gli impegni presi, la strada appare però ancora in salita: il 2016 dovrebbe diventare l'anno più caldo di sempre e sarebbe il terzo anno consecutivo a rinnovare il primato. In più, la concentrazione atmosferica di anidride carbonica ha superato la soglia delle 400 parti per milione (ppm), un dato critico che avrà ripercussioni negative per lo stato di salute della Terra.



Parigi non basta – Poco prima dell'entrata in vigore dell'Accordo di Parigi è stato l'Unep, il programma delle Nazioni Unite per l'ambiente, a richiamare l'attenzione sul fatto che gli sforzi per contenere il riscaldamento globale entro i due gradi non sono ancora sufficienti. Secondo l'agenzia delle Nazioni Unite, infatti, le emissioni di CO2 sarebbero da ridurre di un'ulteriore 25% per centrare gli obiettivi della Cop21. Anche per questo l'attenzione su Marrakech rimane elevata, per quanto negli scopi ufficiali della conferenza numero 22 non ci sia quello di alzare il tiro sul taglio dell'inquinamento, quanto quello di stabilire i dettagli d'implementazione del precedente accordo parigino.

 

 

Occhi puntati sulla corsa alla Casa Bianca - Ovviamente, occhi puntati anche su quanto accade oltre Atlantico, negli Stati Uniti, dove martedì si elegge il nuovo presidente. Il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Donald Trump, che sfida la rivale democratica, Hillary Clinton, infatti ha già detto che si opporrà all'accordo se sarà eletto. Gli Stati Uniti sono il secondo Paese maggiormente responsabile di emissioni di gas a effetto serra

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