L'Onu chiede di investire su infrastrutture per bici e pedoni

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Il rapporto dell’Unep, l'agenzia per l'ambiente, rivela che ogni 30 secondi si registra una vittima sulla strada. Quasi la metà sono pedoni, ciclisti e motociclisti

Ogni anno circa 1,3milioni di persone muoiono per via di incidenti stradali e quasi la metà sono pedoni, ciclisti e motociclisti: con il suo ultimo rapporto l’Unep, l’Agenzia dell’Onu per l’ambiente, chiede ai paesi membri di indirizzare almeno il 20% del loro budget dedicati ai trasporti per la realizzazione di infrastrutture per la mobilità pedonale e ciclabile. In questo modo sarà possibile non solo salvare vite, ma anche ridurre l’inquinamento dei gas serra.

 

Il "Global Outlook on Walking and Cycling” - “Circa 140 persone moriranno in incidenti stradali mentre si legge questo rapporto; una ogni trenta secondi”, inizia così il "Global Outlook on Walking and Cycling", il rapporto dell’Unep che sottolinea come la mancanza di investimenti e di infrastrutture per camminare e per andare in bicicletta contribuisca ad incidenti spesso mortali per un gran numero di persone.

 

I Paesi dove è più pericoloso camminare - Camminare o andare a piedi risulta più pericoloso in alcuni Paesi. Lo studio evidenzia che sono quattro i luoghi del pianeta dove ogni anno è altissima l'incidenza delle morti sulle strade. Il Malawi è il primo della lista, nel Paese africano infatti circa il 66% delle vittime sulla strada sono pedoni (per il 49%) e ciclisti (per il 17%). A seguire c’è il Kenya dove, per quanto riguarda gli incidenti stradali, sei su dieci coinvolgono chi cammina a piedi (47%) e chi utilizza la bicicletta (14%). Quindi c'è il Sud Africa, con il 53% delle vittime, appunto pedoni e ciclisti, e poi il Nepal con il 49%. Se i Paesi dell’Onu non faranno qualcosa “entro il 2030 perderemo altri 30 milioni di nostri amici o familiari. - afferma il direttore esecutivo dell'Unep, Erik Solheim - Sarebbe uno scandalo internazionale se il mondo lasciasse deliberatamente che l’intera popolazione dell’Australia, del Ghana o del Nepal morisse in soli 15 anni. Eppure lo abbiamo accettato e peggio ancora, continuiamo ad accettarlo sapendo che ci sono alternative”.

 

Più biciclette, meno inquinamento - Non solo salvare vite, l’obiettivo dell’Unep è anche quello di combattere l’inquinamento. I trasporti a motore sono infatti responsabili di un quarto delle emissioni globali di anidride carbonica, principale gas serra, e sono il settore le cui emissioni crescono sempre di più. Si calcola, sempre nello stesso report, che se non si prenderanno provvedimenti, nel 2050 i veicoli a motore scaricheranno nell'atmosfera un terzo della Co2 complessiva.

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